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LIBRI & CONFLITTI. Tra un bicchier di vino ed un caffè Controlacrisi incontra Fabio Bartolomei autore di LA BANDA DEGLI INVISIBILI

Autore: Isabella Borghese
Testata: Controlacrisi
Data: 4 aprile 2012

Libri & Conflitti. La banda degli invisibili, di Fabio Bartolomei - e/o edizioni - Da chi è formata la banda degli invisibili? C'è un gruppo di anziani che dopo la pensione decide di mettere su un piano per rapire Berlusconi. Protagonisti geniali, indubbiamente simpatici, a tratti sovversivi, ma con obiettivi stimabili: bloccano le CNN perché i politici non dovrebbero circolare in queste automobili. Spediscono la cacca degli animali laddove i padroni la lasciano in terra… Insomma sono molto impegnati nel sociale con modalità estremiste che divertono il lettore ma al contempo permettono di capire la critica che il tuo romanzo vuole muovere verso la società contemporanea.

La banda degli invisibili. La tua banda è formata da un gruppo di anziani che dopo la pensione decide di mettere su un piano per rapire Berlusconi. Come mai questa scelta? Perché proprio un gruppo di anziani per un piano che avrebbe potuto anche coinvolgere generazioni differenti?
Non dimentichiamoci che questi ex partigiani e l’ex premier sono praticamente coetanei, mi piaceva l’idea che si trattasse di una resa dei conti tra anziani, non contaminata da incomprensioni o distanze generazionali. La distanza che i quattro vecchi della banda cercano di colmare con il rapimento è una distanza di valori, è il divario che c’è tra i gli interessi dei politici e quelli dei cittadini. Aggiungi anche che avevo voglia di scrivere un romanzo sugli anziani (e in coda metti pure che dovendo rapire l’uomo più scortato del Paese mettere in campo quattro seminfermi era decisamente la scelta più interessante, quella più densa di significati).
I tuoi protagonisti sono indubbiamente simpatici, geniali, a tratti sovversivi, ma con obiettivi stimabili: bloccano le CNN perché i politici non dovrebbero circolare in queste automobili. Spediscono la cacca degli animali laddove i padroni la lasciano in terra… Insomma sono molto impegnati nel sociali con modalità estremiste che divertono il lettore ma al contempo permettono di capire la critica che il tuo romanzo vuole alzare. Come nasce la storia de La banda degli invisibili? E i tuoi personaggi?
Tutti abbiamo ascoltato i politici quando si sono avvicendati davanti alle telecamere per dirci che la crisi economica è dovuta al fatto che abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi e tutti siamo rimasti sconcertati quando poi li abbiamo visti correre in parlamento per blindare i loro stipendi e i loro privilegi. La storia è nata immaginando la reazione di un ex partigiano di fronte a uno di questi ignobili siparietti.

Com’è stato accolto dal tuo pubblico il libro? E a quale lettore hai pensato quando hai lavorato a questa storia.
Il libro è uscito da poco più di un mese ma mi sembra stia andando molto bene. Non per cattiveria, ma francamente quando scelgo un soggetto non faccio nessun tipo di calcolo e non ho in mente nessuna categoria di lettori. Altrimenti mi sarei dovuto chiedere Quale mercato può avere una storia che ha come protagonisti degli ultrasettantenni? Chi ha ancora voglia di sentir parlare di Berlusconi? e La banda degli invisibili non avrebbe mai visto la luce. Invece quando scrivo penso solo a quale storia ho voglia di raccontare e nei panni di quali personaggi ho voglia di calarmi. L’obiettivo è sempre fare del mio meglio e questo credo sia l’impegno più alto che possa prendere con i lettori.

Oggi il mercato editoriale come accoglie un romanzo come il tuo che con humor e estremismi non manca di criticare la società attuale?
Non scrivo con l’intenzione di fare critica sociale. Mi piacciono i perdenti irriducibili, quelli che non mollano mai, e la critica sociale viene da sé perché spesso quando scavi all’interno di un perdente in cerca del lato più umano e positivo lo trovi in opposizione alla società e alle sue regole. I quattro ex partigiani protagonisti del romanzo hanno sconfitto i nazisti e adesso, nell’indifferenza generale, incassano sconfitte quotidiane da una società spietata e selettiva. Fare critica è un attimo.

La tua attività di insegnante di scuola creativa.
Ho insegnato scrittura creativa per oltre dieci anni. Recentemente ho interrotto l’attività per mancanza di tempo ma conto di riprendere al più presto perché l’insegnamento è un’esperienza molto stimolante. Mi dispiace dover scrivere la banalità che insegno per imparare ma è la verità.

Progetti futuri.
Sto lavorando a un nuovo romanzo, anzi per essere più precisi sto lavorando su due soggetti contemporaneamente in attesa di decidere su quale concentrarmi. Torniamo al discorso di prima, se dovessi pensare solo al gradimento dei lettori non avrei dubbi, dovendo invece decidere quale storia si prenderà tutto il mio tempo libero per i prossimi mesi ho ancora dei dubbi.