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Il girone infernale di tre donne davanti a un solo specchio

Autore: Ilaria Paluzzi
Testata: Corriere Nazionale
Data: 17 aprile 2012

Una donna allo specchio vede solo se stessa. Una donna allo specchio con dietro un altro specchio, vede la sua immagine ferita ripetersi all'infinito nel girone infernale della storia delle donne. Eric-Emmanuel Schmitt, considerato uno dei massimi esponenti della drammaturgia francese contemporanea,  nel suo ultimo romanzo La donna allo specchio (E/O edizioni) conduce un'indagine in chiave romanzesca dell'immagine femminile nella storia. Nel tessuto narrativo si intrecciano le vicende di Anne, Hanna, Anny. Tre nomi, tre donne, tre epoche lontane nel tempo ma legate dal filo sottile delle vicende. Attraverso una struttura a catena, gli episodi che raccontano la vita delle tre protagoniste, si agganciano gli uni agli altri creando un gioco di specchi concentrici: dalla crisi di identità di Anne, vissuta nel villaggio di Borges, abitato quasi solo da donne, alla fragilità di Anny, ventenne star hollywoodiana, persa tra droga e alcol, passando attraverso Hanna, che non riesce ad avere figli, e si diverte a collezionare sulfuri e murrine, nella sua casa di bambola della Vienna di inizio secolo. Dai villaggi inaspriti dall'eccesso di religione nel '500, alla Hollywood avvelenata dalla droga e dal vuoto di pensiero, le storie di queste tre donne, che portano quasi lo stesso nome, si altalenano nella struttura narrativa del romanzo di Schmitt. Tre donne che si guardano allo specchio e si scoprono vuote: «(Anny) quando si guardava allo specchio la faccia nuda, aveva la sensazione di non avere viso, scorgeva solo una brutta copia, (...) come la sabbia liscia sulla spiaggia dopo che l'onda si è ritirata». Come Narciso che si perde nel riflesso di se stesso, e non sente più Eco, Anne, Hanna ed Anny, si perdono nello specchio nell'impossibilità del desiderio: nessuna di loro è capace di amare. I destini delle tre donne si incontrano nel finale a sopresa. Ad Anny il compito di regalare alle sue antenate un'immagine diversa, il dovere di realizzarsi e di lasciarsi andare, nonostante tutto, ai rapporti, liberandosi del veleno: «Solo Anny era cambiata. Andando verso la pira sembrava ignorare le violenze del mondo. Il suo bel volto, aperto, si offriva alla luce assaporando ogni secondo».