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Poliziotti cattivissimi la nuova saga lanciata da Massimo Carlotto

Autore: Nicolò Menniti Ippolito
Testata: Il Mattino di Padova
Data: 9 maggio 2012

Massimo Carlotto non è solo uno scrittore. Da qualche tempo insieme alla moglie, Colomba Rossi, cura "Sabot/age", una collana delle Edizioni E/O che punta a raccontare la contemporaneità attraverso la voce di nuovi scrittori. Dopo il fortunato esordio con i libri di Matteo Strukul e Carlo Mazza, escono domani il terzo e il quarto volume della serie. «Abbiamo deciso – dice Massimo Carlotto – di cambiare un po' il senso della collana, non limitandoci più al noir, ma puntando sui contenuti: pubblicheremo tutti quei libri capaci di raccontare, come piace a noi, la realtà della crisi che stiamo vivendo, senza distinzione di genere». Ed ecco allora che tra i nuovi libri c'è, "Sinistri", un libro di fantapolitica. «È un libro che ci è piaciuto molto, lo hanno scritto due insegnanti trentini che si firmano con il nome di Tersite Rossi ed avevano già pubblicato "È già sera, tutto è finito", un bel romanzo di inchiesta». Ma rimane anche la predilezione per il noir e dunque il secondo libro in uscita, "Una brutta storia" ( E/O, p.440, E. 16,00) racconta di poliziotti corrotti, di mafia cecena, di omicidi, rapine, traffico di droga. A firmarlo un allievo di Massimo Carlotto, Piergiorgio Pulixi, un giovane cagliaritano che da qualche tempo ha scelto Padova come sua residenza e con Carlotto ha già partecipato all'avventura del collettivo di scrittura Mama Sabot, firmando "Perdas de fogu". Questo è però il primo romanzo tutto suo. «Ci ho lavorato tre anni – dice – a partire da una idea che avevo avuto parlando con Massimo». E l'idea è di quelle che un po' fa tremare. «Ho cominciato a raccogliere materiale giornalistico sulla corruzione nella polizia, perché mi sembrava un argomento da affrontare, pur nella consapevolezza che la gran parte dei poliziotti sono onesti e fanno un grande lavoro. Quando ho letto dell'arresto di ben sedici poliziotti in una volta con l'accusa di corruzione ho capito quale storia volevo raccontare». La storia cioè non di un poliziotto corrotto, ma di una vera e propria banda di poliziotti che non si limitano a mettersi in vendita, ma diventano loro stessi padroni della città. Un tema forte, destinato a suscitare polemiche. «Ci abbiamo pensato molto – dice Carlotto – a includere questo libro nella collana, ma poi l'abbiamo fatto leggere ad un poliziotto in servizio, che ci ha detto che il libro era credibile, che il mondo della polizia con i suoi contrasti era raccontato bene e che era anche giusto affrontare il problema della corruzione interna ed allora siamo andati avanti». Con un libro duro, in cui i poliziotti buoni vengono sovrastati da quelli cattivi, che diventano antieroi di rara potenza. «I personaggi – dice Pulixi – li ho costruiti mescolando caratteristiche di diversi poliziotti reali. È nato così un protagonista, Mazzeo, che ha finito per prendere il centro della scena forse più di quanto io stesso avevo pensato». Un eroe cattivo dotato di fascino e forza, un po' come l'antagonista, capo di un gruppo mafioso ceceno. «Ho scelto la mafia cecena – dice Pulixi – perché è in forte ascesa, anche se pochi la conoscono. È più affidabile di quella russa ed ha un legame con il terrorismo particolarmente interessante». Dunque molta invenzione, ma a partire, come vuole la scuola di Carlotto, da informazioni vere, da analisi puntuali del mondo criminale e delle sue trasformazioni. «Le bande di poliziotti sono una realtà in molto paesi. Esistono in Russia e sono legate alla mafia, esistono in Sudamerica, recentemente per esempio hanno arrestato il campo antinarcotici del Paraguay, ma esistono anche in Europa, in stati insospettabili. Casi di corruzione organizzata ci sono stati anche in Germania». E tuttavia non si tratta di un libro contro la polizia. «Assolutamente no – dice Pulixi – io ritengo che la maggior parte dei poliziotti faccia onestamente e bene il proprio lavoro, però esiste anche una minoranza che agisce in modo diverso ed era giusto raccontarlo». E farlo in una collana che sta acquistando autorevolezza. «A settembre – dice Carlotto – pubblicheremo un libro di un colonnello dei carabinieri in servizio ed uno di un magistrato, ed entrambi hanno consapevolmente scelto di pubblicare con noi, perché credono nel progetto».