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L'uomo d'argento

Autore: Pino Cottogni
Testata: Corriere della fantascienza
Data: 9 maggio 2012

Con il romanzo L’uomo d’argento (2012) pubblicato da Edizioni e/o lo scrittore Claudio Morici ci descrive un futuro quasi catastrofico. Ma non si tratta di una catastrofe dovuta a fattori naturali oppure alle tanto decantate profezie Maya. Si tratta solo e unicamente di una crisi economica, ma di una portata tale da mettere in ginocchio tutti i paesi occidentali. Il benessere come lo conosciamo improvvisamente finisce, finisce il denaro. Le industrie chiudono, non ci sarà lavoro per nessuno, non si potrà "stringere la cinghia" perché l’uomo medio non avrà più neanche quella. Sarà un mondo di ex: ex operai, ex dottori, ex manager ecc. ecc.
 
Ci sarà solo un luogo dove molti ex vorranno andare, una città senza nome dove un gruppo di giovani lungimiranti ha creato una strana comunità che non si regge sul lavoro, ma sul non fare nulla se non bere birra e fare sesso senza amore. Il protagonista, di cui non viene detto il nome, vive in questa città da tempo, assiste ai continui arrivi di altri a cui viene appioppato subito il termine, quasi dispregiativo, di "appenarrivato", e tra questi nota con interesse Jenny, anche lei "appenarrivata" ma, al contrario di altri, non ha il comportamento tipico dell'ex, che cerca subito un contatto umano, è depresso/a o elemosina l’attenzione degli altri. Jenny sembra una che vive nella città da moltissimo tempo.
 
Tra loro nascerà l'amore, ma sarà un amore malato e molto probabilmente senza un futuro. In questo mondo malato, colpito da una nevrosi collettiva dalla quale sembra impossibile uscire indenni, solo un protagonista sembra non esserne afflitto. E’ un uomo pitturato d’argento che siede su una panchina al centro della città e non fa assolutamente nulla.