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Strategia della pensione

Autore: Macondo
Testata: Foggia e Foggia
Data: 14 maggio 2012

Assioma: Fabio Bartolomei é un genio.
Dopo l´esordio fulminante di Giulia 1300, la casa editrice E/O, ha da poco pubblicato il suo secondo romanzo, La banda degli invisibili. Un testo che, ad avercelo tra le mani, c´é da divertirsi davvero, e da commuoversi anche un po´.

Quattro pensionati, poco avvinazzati ma molto avvelenati, Angelo, Osvaldo, Ettore e Filippo, ex partigiani, decidono di rapire Silvio Berlusconi, senza azioni cruente, vogliono solo parlare con lui e fargli chiedere scusa a tutti gli italiani. Poco importano gli acciacchi, i medicinali da ingurgitare ad orari fissi, i pannoloni mal celati che fanno capolino. I quattro tremendissimi, ogni giorno si danno appuntamento per le loro piccole azioni di disturbo alla quotidiana indifferenza, quella che vuole i vecchietti a rincoglionirsi sonnacchiosamente davanti al palinsesto, nelle squallide sale bingo e in altri luoghi di socializzazione coatta.

Tra le azioni a maggiore impatto, i blocchi organizzati delle auto blu in corsia d´emergenza o le buste piene di cacca spedite ad incauti padroni di cani ; insomma una sorta di flash mob della terza età. Iracondi e claudicanti, caustici e soli, i protagonisti di questo romanzo riescono a rovesciare il tavolo con una forza dissacrante che gli viene dal passato e che é proiettata ad un futuro che, nonostante l´età riescono ancora a vedere e a voler donare a qualcuno o qualcosa, anche solo ad un ideale o ad un amore ormai senile ma mai sopito.
Non a caso, Angelo, voce narrante, il piú agguerrito, la mente armata del gruppo arzillo, chiude ogni paragrafo con un testamento dove i destinatari si assottigliano sempre di piú. All´inizio ci sono tutti i famigliari, alla fine restano solo gli amici. Quelli per cui si imbroglia a carte, fingendo di perdere per permettergli una piccola vincita, quelli con cui si divide con dignità una margherita in quattro, quelli per cui si continua a scendere di casa la mattina, e con cui si fanno grandi piani, immaginari e non. E poi c´é Lauretta, 76 anni, la ragazza piú bella del mondo, orecchini a lampadario il walk man da cui prende lezioni di lingue. Arriva al centro anziani e saluta tutti col suo francese romaneschizzato, fa ancora sognare Angelo, che peró davanti a tutti fa lo scontroso.

Un libro in cui si ride e ci si immalinconisce, si riflette e ci si indigna come solo i vecchietti sulle panchine sanno fare, Bartolomei é capace di farci vedere questi quattro tripedi intrepidi in ogni gruppetto di anziani che d´ora in poi incontreremo sull´autobus o al parco, e soprattutto ci fa sperare che esistano davvero, perché la loro forza sovversiva é l´unica cosa che potrà salvarci.