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L'uomo d'argento

Autore: Andrea Scarabelli
Testata: Pulp Magazine
Data: 15 maggio 2012

"Claudio Morici viaggia e scrive", recita la biografia dell'autore. Lo immaginiamo uno dei tanti backpackers che girano il mondo da un ostello all'altro, da un'ospitalità offerta a quella successiva: uno stile di vita - raccontato nel precedente La terra vista dalla Luna - alla base di questa sua distopia. In un futuro molto prossimo, la crisi ha ormai reso completamente impossibile trovare lavoro e, mentre la società affonda sulle proprie rovine, l'unica oasi apparente è una città popolata da uomini che hanno scelto di isolarsi. Che hanno troncato qualsiasi legame con le loro vite precedenti: nessuno lavora, studia, legge, fa sport, coltiva interessi di alcun tipo. Vivono in un party continuo, volto all'ottundimento finale dei sensi, disinteressati a beni materiali o spirituali di sorta. Qui approdano spesso nuovi reduci, chiamati con disprezzo "appenarrivati". Il protagonista vive in una casa condivisa che ricorda da vicino quelle di E morì con un felafel in mano, si devasta in ogni modo, prende in giro gli ex lavoratori spaesati e coltiva un segreto: da anni osserva un misterioso uomo dipinto d'argento che staziona su una panchina senza far niente. E vuole carpirne il segreto. Presto però l'equilibrio fragilissimo che lo ha tenuto a galla viene infranto da Jenny, un' appenarrivata completamente diversa dalle altre. Questo romanzo parte da un'intuizione interessante, mostrandoci una deriva grottescamente plausibile e, allo stesso tempo, puntando il dito contro un conformismo alla rovescia, da cui gli ambienti trasgressivi non sono immuni. Tuttavia, partendo dai presupposti di una satira ad ampio spettro, la narrazione si chiude sempre più su se stessa, per svilupparsi in modo comico e ripetitivo, fino a un epilogo a dir poco prevedibile. Anche dal punto di vista stilistico, a parte un buon orecchio per i dialoghi, la tensione resta bassa. In conclusione: un libro indubbiamente capace di uno humour acido e a tratti spassoso, ma che avrebbe potuto essere molto di più.