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La ballata di Mila

Autore: Aniello Troiano
Testata: Fralerighe
Data: 16 maggio 2012

La ballata di Mila (Edizioni E/O, cartaceo 17€, ebook 12,99€) è il romanzo d'esordio di Matteo Strukul. Noi di Fralerighe abbiamo già parlato di Strukul nel primo numero, in un'intervista dove abbiamo toccato diversi punti, tra cui Sugarpulp, il movimento letterario che ha fondato con Matteo Righetto, Massimo Carlotto (uno dei suoi maestri), Mila, e libri e cultura in generale. Oggi, invece, esamineremo il romanzo nel dettaglio. Nel Veneto dei nostri giorni ci sono due gang che si contendono il territorio per il dominio sugli annessi affari criminali, diversificati e molto lucrosi: la gang del veneto Rossano Pagnan, cafone arricchito ammanicato con politici e uomini di legge; e la gang dei cinesi, i Pugnali Parlanti, affiliata alla Triade 14k e guidata dallo spietato e un po' filosofo boss Guo Xiaoping. Tra le due gang la tensione è forte ma sotterranea, nascosta, finché il boss dei cinesi, Guo, decide di uscire allo scoperto facendo eliminare i gemelli Galesso, che riciclano il denaro sporco di Pagnan, sfidando di fatto quest'ultimo. Inizia così una guerra tra gang. A complicare il tutto, arriva lei: la bellissima, spietata, vendicatrice e un po' doppiogiochista (ma sempre estremamente coerente nei suoi principi) Mila, che si ritaglia un ruolo da protagonista in questa guerra, e tra teste mozzate, lame, fucili e colpi di arti marziali ne ha per tutti. Il fulcro del romanzo, al di là delle gang e della critica sociale (forte, specialmente per un pulp) è lei, Mila, la ragazza dai dread rossi e dal passato violento che ha deciso di farsi giustizia da sola. Mila rientra a pieno titolo nel filone delle eroine combattive come Nikita, la Sposa di Kill Bill, Lisbeth Salander e simili; ma al contempo se ne distacca, avendo il merito di essere, oltre che ben riuscita, la prima eroina di questo filone a far parte di storie nate e ambientate in Italia, scritte per raccontare, oltre che l'animo umano e il male, anche una parte del bel paese. Lo stile di Strukul è scorrevole e veloce, cinematografico, visivo. Sembra di leggere un film, anche per il tipo di scene narrate. Non si fa alcuna fatica a immaginare una trasposizione cinematografica del romanzo.A mitigare lo stile talvolta eccessivamente visivo e fumettistico vi è il diario di Mila, dove la killer parla in prima persona del suo passato. Se dovessi dare un voto oggettivo al romanzo darei un 7/8. Personalmente ho apprezzato molto la caratterizzazione di Rossano Pagnan, davvero ben riuscito con il suo pizzetto sbiancato e i suoi gusti pessimi. Il finale, esaurendo la "missione" di Mila e lasciando aperti alcuni scenari interessanti, potrebbe permettere ad un eventuale seguito di far venire fuori Mila al cento per cento. Sarebbe interessante vederla al di fuori di un contesto abbastanza (ab)usato come la "revenge fiction".


Consigliato:
-Ai fan di Kill Bill, Nikita, Lara Croft, ecc.
-Agli amanti del pulp.
-A chi cerca, in un romanzo, un mix letale di azione e critica sociale.
-Alle donne stanche dello stereotipo maschilista della donna sottomessa.
-Ai veneti e agli Italiani che vogliono capirci qualcosa di più rispetto a come vanno certe cose in Italia. Sconsigliato:
-A chi non piace il pulp.
-A chi non piace uno stile cinematografico quasi estremo.
-Alle persone impressionabili che non amano leggere di sangue e violenza.
-A chi cerca, in un libro, pura evasione.