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Sinistri

Autore: Andrea Consonni
Testata: Lankelot.eu
Data: 21 maggio 2012

Ciascuno di noi, o almeno credo, si starà interrogando su quali saranno le sorti future del nostro Paese, dell’Europa e più in generale del mondo. Ci si domanda se e come si uscirà mai da questa crisi, che ne sarà dell’euro e dei sistemi “democratici” (volutamente tra virgolette) che regolano la nostra vita e quale sarà l’assetto futuro del pianeta da un punto di vista ambientale e politico. Giocando col tasto rewind e tornando con la memoria al 2008, quanti sono quelli che avrebbero predetto un panorama politico come quello odierno? Pochi, tanti, non lo so però adesso torniamo al maggio 2012 e proviamo a guardare al futuro: cosa prevedete per i prossimi tre, quattro anni?

Uno dei possibili, forse nemmeno troppo azzardati, scenari ci viene offerto da “Sinistri”, romanzo di Tersite Rossi (dietro cui si nascondono l’insegnante Mattia Maistri e il giornalista Marco Niro): immaginate che nel 2015 la coalizione benedetta dall’ancora in vita Silvio Berlusconi venga sconfitta da una Große Koalition (vi ricorda qualcosa?) guidata dall’ex presidente di Confindustria in cui spicca un partito denominato il Partito della Felicità, poi correte al 2018 con la comparsa sulla scena di un fantomatico Movimento Antieroico, nato da un blog, antieroi.org, che mescola antipolitica, radicalismo, ambientalismo e dietro cui si cela una cosiddetta “Banda dei Nove” composta da un imprenditore, una ginecologa, un sindacalista, un impiegato, un hacker, un prete anticlericale, un giornale, uno scrittore e con un uomo misterioso “Àdelos”, in greco antico l’invisibile/oscuro che tesse le fila; poi andate al 2019 quando questa Banda dei Nove viene arrestata per eversione e di Àdelos non si sa più nulla e poi correte fino al 2023 quando l’Italia è finita sotto il giogo del “Partito della Felicità” guidato da Vittorio Mannoni che fa della Felicità condivisa il primo e unico punto del suo programma e che ha spazzato via ogni opposizione con la violenza e la compravendita.

È un quadro fosco quello dipinto in “Sinistri”, quello di un paese scivolato lentamente in una dittatura pseudo democratica che ha spazzato via tutti gli indesiderati e che però offre ai propri cittadini tutto ciò che serve per vivere una vita felice: negozi aperti 24 ore su 24 dove poter acquistare pillole per la felicità, investite i propri stipendi in guerre/finanza/mass-media, migliorare il proprio aspetto estetico con operazioni e medicinali, acquistare cibo energetico esclusivamente di provenienza industriale, ricevere in cambio dei propri rifiuti un chilo di merci e dove consumare sesso virtuale. Cosa volere di più dalla vita? Coloro (splendido il personaggio della giovane ribelle) che hanno qualcosa da ridire hanno poche scelte: o lasciano perdere oppure vanno incontro al tradimento, alla morte o a un soggiorno a tempo indeterminato in un campo di rieducazione.

Un'Italia tutto sommato felice, ben ordinata, popolata da indifferenti e complici, tutto bene insomma se non che un giorno sulla scrivania del capo della polizia, dottor Egidio Servillo, viene depositato un plico contenente una raccolta di dieci racconti intitolata “Sinistri” che sembra essere frutto dal neonato movimento antieroico. Una volta iniziata la lettura Servillo si accorge di avere tra le mani qualcosa di scottante e sconvolgente, perché dietro questi racconti che sembrano sconclusionati nella narrazione di eventi di inizio novecento, dell’epoca della contestazione o del mondo operaio, a una lettura più approfondita sembrano rimandare ai componenti della vecchia banda dei nove. Sono racconti di tradimento, di sesso, di viltà, di segreti inconfessabili e leggendoli il commissario non potrà che scontrarsi con una tragica verità che ha condizionato tutta la vita del paese.

“Sinistri” è un romanzo inquietante, cupissimo e tragico che mentre lo si legge ci si sente inermi e che ricorda “ 1984” ma anche “V per vendetta”: un mondo da cui la libertà è stata bandita, un mondo di cervelli lobotomizzati, di marionette che vengono gestite dietro le quinte, un mondo di morte e disperazione, di reality show e di servi, di campi di concentramento e baccanali per i potenti e il lettore non potrà che sbizzarrirsi nel trovare rimandi alla storia presente e passata nel nostro Paese. Non tutto gira per il verso giusto nel romanzo, pur se disperato, in “Sinistri” si respira talvolta un’aria di già sentito e questa sensazione rischia di gravare eccessivamente sul romanzo e anche i racconti, che sembrano proprio un romanzo nel romanzo, non sempre convincono, così come parziale sembra tutta la teoria del complotto/uomo solo al comando e allora la qualità più bella di “Sinistri” è proprio l’atmosfera funerea che permea tutto il libro e che proprio per questo potrebbe causare nel lettore un moto contrario offrendogli un moto di ribellione e spazi di riflessione ed è forse proprio da qui che bisognerebbe ricominciare, lasciando da parte la rassegnazione, le inevitabili solitudini e il qualunquismo di coloro che non fanno che ripetere che le cose non possono e non potranno mai cambiare.

Leggendo “Sinistri” starete forse male, sicuramente non troppo bene, e sta a voi decidere se leggerlo oppure no, se vale la pena giocare con un futuro nerissimo quando già il presente non è che sia dei più rassicuranti.