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"La logica è finita ed i fatti non spiegano più niente"

Autore: Vincenzo Aiello
Testata: Il Sole di Stagno
Data: 14 giugno 2012

Nel 2009 la scrittrice napoletana Patrizia Rinaldi con “Blanca (pagg. 208, euro 14; Dario Flaccovio editore)” aveva introdotto un nuovo microcosmo investigativo nel Commissariato di Pozzuoli. Ora con “Tre, numero imperfetto (pagg. 192, euro 16; edizioni e/o)” fa ritornare in vita quei personaggi: a partire dal commissario Vincenzo Martusciello che si ritrova tra capo e collo l’omicidio di un neomelodico famoso Jerry Vialdi, anche se in un primo momento per questioni di competenza non se ne vuole occupare. Ma c’è da riempire il vuoto che ha dentro ed anche se “la logica è morta ed i fatti non esistono più” si lancia nell’indagine, nonostante il suo collega Malanò già pensi al nuovo posto di vicequestore. Con lui sempre il mitico ispettore Liguori aristocratico-poliziotto sempre più attratto dal vero protagonista della storia: la sovrintendente ipovedente Blanca Occhiuzzi che vive con sua figlia adottiva Ninì e con sempre meno difese vero il bell'ispettore. E Peppino Carità che la frequentazione di un corso di teatro ha fatto diventare Giuseppe Carita, con una dizione migliore e l’abbandono della supplenza dei caffè commissariali. Gli omicidi aumentano ed al di là della descrizione inziale della scrittrice che farebbe pensare ad un clone di Tony Pagoda di Paolo Sorrentino, la Rinaldi si riprende la scena narrativa confermando le sue maggiori e migliorate qualità: introspezione delle umane passioni, lingua finissima e ritmo narrativo.