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Tornati

Testata: Il Bicchiere Diverso
Data: 2 luglio 2012

[...] Se la natura è un tema caldo allo stesso modo lo è quello della natura dell’uomo che sembra essere al centro dell’ultimo romanzo del bravissimo Claudio Morici, uscito per i tipi di e/o, intitolato L’UOMO D’ARGENTO. Nella tradizione delle opere del nostro seguito scrittore romano, ci troviamo immersi in una storia divertente, surreale, distopica e di grande sentimento. Non sentimentale, o forse in parte sì, ma diciamo non melensa o sentimentale nell’accezione dei libricini che fanno sospirare le signore.
Il mondo è stato investito da una brutta crisi economica, alcuni si sono rintanati in una città dove nel pieno isolamento ludico e “anarchico” anni prima che tutto finisse costituendo di fatto una comune di persone che vivono senza denaro, pensieri, lavoro, stress. In questa cornice vive il protagonista, veterano urbano che di appenarrivati (così si chiamano tutti quei manager, figli del lavoro che arrivano per entrare nella community) ne ha visti e istruiti tanti. Nel suo mondo non si fa che bere, divertirsi e non pensare. Finché davanti ai suoi occhi non compare Jenny scombinando il delicato equilibrio del protagonista e delle scelte solide di una vita nella città. Oltre a questo turbamento sentimentale c’è poi un turbamento cerebrale, quello del maestro putativo del giovane, l’uomo d’argento: un uomo seduto su una panchina e tutto d’argento che non si muove, non parla, non reagisce. E’ lì fermo. Immobile. Un maestro da superare.
Tra colpi di scena, colpi di stato e colpi al cuore Claudio Morici regala un bel romanzo sull’emozione congelata, su un problema di cui molti di noi soffrono senza nemmeno saperlo e una specie di acquerello di quella (noi la vediamo così) che potrebbe essere la vita a San Lorenzo a Roma.