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Due cadaveri e tre investigatori in equilibrio precario

Autore: Cristina Zagaria
Testata: La Repubblica / Napoli
Data: 30 giugno 2012

Una rivincita sul disordine. Il disordine che ciascuno di noi si porta dentro. Il disordine dei sentimenti. Il disordine della città e della vita. Il disordine della paura e del coraggio quotidiani. Torna la sovrintendente Blanca Occhiuzzi, con un nuovo caso da risolvere e un inquieto bisogno di ordine. L'autrice, Patrizia Rinaldi, napoletana, classe 1960, torna al giallo, facendo un balzo in avanti e pubblicando nella collana di romanzi di e/o. Rinaldi passa alla storica casa editrice fondata da Sandro Ferri e Sandra Ozzola. E lo fa scrivendo un giallo, che però viene subito inserito nella collana "dal Mondo". Perché? Perché i libri della Rinaldi sono soprattutto romanzi, libri di scrittura in cui si può cogliere la voce unica, inconfondibile dell'autrice che amalgama il lontano suono del napoletano dei vicoli, l'eco della lingua teatrale, l'intercalare immediato della lingua dell'oggi. Una lingua in cui i pronomi possessivi, ad esempio, sono tutti spostati alla fine delle frasi, perché è difficile tenere a sé la vita, le persone care, la stessa Napoli. In "Tre, numero, imperfetto", accanto a Blanca, ipovedente esperta di intercettazioni, tornano anche il poliziotto comune, il commissario Martusciello, e il raffinato ispettore Liguori. Tre, appunto, numero imperfetto. Tre investigatori in equilibrio precario, che dal sonnolento commissariato di Pozzuoli si trovano a indagare su un duplice omicidio. Il corpo senza vita del cantante napoletano Gennaro Mangiavento, in arte Jerry Vialdi («ex cantante neomelodico, poi ex cantante di tradizione e folclore, poi ex cantante Ariston, poi finalmente cantante sensibile di entusiasmi e di critica colta») viene trovato allo stadio San Paolo di Napoli; il cadavere della sua amante, Julia Marin, al Bentegodi di Verona. Ecco la trama di «un romanzo di genere assolutamente fuori dal genere», come scrive Maurizio De Giovanni, ormai simbolo dei giallisti partenopei (e italiani), in quarta di copertina. Ma l'omicidio di Vialdi è solo il pretesto per narrare. L'intreccio investigativo è teso e appassiona, tra confidenti, scommesse clandestine e indagini parallele. Ma, silenziosa e con la sua inconfondibile grazia modesta la Rinaldi accompagna il lettore dentro il cuore di Napoli, quello della periferia ovest a lei caro, e dentro il cuore dei personaggi che riempiono la scena del romanzo. Un cammino a passi incerti, ma deciso come quello di Blanca la cui bellezza «non è nelle parti, ma nella composizione dei contrasti », Blanca che «quando si apriva al sorriso offriva l'incertezza del morso o del bacio». E non c'è solo la misteriosa poliziotta. Sono tante le donne in questo romanzo da leggere lentamente, per il piacere di gustare le sfumature. Sono le donne di Vialdi (Rosina Mastriani, Mara Scacchi, Julia Marin, Maria Datri), donne che fanno fatica a vivere («si finse donna e moglie mansueta per poi diventarlo»), donne quotidiane, sottoposte a «paure per cui i muscoli del sentimento non sono pronti».