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La notte alle mie spalle: se il male s nasconde dentro la famiglia

Autore: Fabio Canessa
Testata: La Nuova Sardegna
Data: 2 luglio 2012

Quinto e ultimo appuntamento, stasera alle 18.30 alla Libreria Azuni, del programma della terza edizione di GialloNoir - Brividi D’Estate. Ospite della rassegna è Giampaolo Simi, scrittore e sceneggiatore televisivo viareggino che presenterà il suo nuovo romanzo “La notte alle mie spalle” (Edizioni E/O, 253 pagine, 18 euro).

Il tema della rassegna riguarda le “Scritture e i generi di confine”. In che modo il suo libro da una parte di avvicina al giallo e al noir e dall’altra si allontana da questi generi?

«Si avvicina perché sono un narratore legato soprattutto al giallo e al noir e quindi da quei generi prende il ritmo, il montaggio, l’asciuttezza del racconto. Si allontana invece decisamente da quei generi perché non racconta di un’indagine, di una investigazione poliziesca e neanche di una vicenda giudiziaria in fondo. Ma parla di un delitto raccontandone, come dire, il passato remoto in cui questo delitto ha cominciato ad avere i suoi semi senza che nessuno se ne accorgesse. E poi parla di una cosa che il giallo non racconta mai, cioè il fatto che chi compie questi delitti una volta scontata la pena torna libero e in una vita forse normale. E invece queste cose succedono, dopo 10, 15 anni una persona che ha scontato il suo debito con la giustizia torna a volere una vita normale, a pretendere qualcosa della sua vita precedente che forse non potrà più avere. E questo è quello che fa il mio protagonista.»

Quando ha sentito l’esigenza di staccarsi dal genere?

Credo che il giallo e il thriller italiano siano un po’ in un vicolo cieco. Ripetono in maniera stanca alcune formule non dico vecchie, ma usurate, con poca innovazione. E a me piace la letteratura d’indagine quando fa un’indagine e non quando racconta sempre la stessa indagine. E quindi io, per indagare in quelli che mi sembrano i delitti del nostro tempo, dei nostri giorni, ho adottato un altro tipo di racconto, di struttura che non è quindi quella del giallo e ho inventato un altro tipo di racconto perché non ho giurato fedeltà al racconto d’indagine, ma semmai a una narrativa che indaghi sulla realtà che è una cosa un po’ diversa.

Da quale spunto nasce “La notte alle mie spalle”?

Da un racconto che mi fece mia sorella che ha lavorato in ospedale per anni rispetto al cadavere di una giovane donna uccisa dal proprio compagno. Mi disse che era ridotta talmente male che non avevano neppure potuto espiantare le cornee per la donazione. Queste parole mi hanno aperto di colpo una prospettiva su quanto cieca e feroce fosse la violenza nata tra le mura di casa, dentro la famiglia. A volte bastano pochissime parole per illuminarti, farti capire che lì ci sono dei racconti, qualcosa che nessuno o pochi hanno raccontato, un nuovo sentiero da esplorare. E io ci ho provato.

Che uomo è il protagonista del romanzo? All’inizio si definisce “mostro”.

Lui si definisce tale, ma è innanzitutto un grande manipolatore e quindi manipola anche i lettori. È ambiguo, ma non racconta mai una bugia nel romanzo. Furio Guerri è un rappresentante di commercio per una grande tipografia, uno che ha sposato la più bella della classe dopo una corte spietata, con lei ha messo su famiglia in una villetta, hanno una bambina di sei anni che adora. Una famiglia da Mulino Bianco, sembra la perfezione. E invece capiamo che dentro questo nucleo apparentemente idilliaco ci sono delle tensioni. Ma lascio ai lettori scoprire il resto.

Nel romanzo viene citato e ha una certa importanza “Cime tempestose”. Perché ha voluto usare il romanzo di Emily Bronte?

Cime tempestose è un libro che ha ritrovato una rinnovata popolarità tra gli adolescenti perché è stato riproposto in qualche modo da Twilight, visto che la protagonista della saga di Stephanie Meyer lo cita spesso. E così sulla scia di questo successo diversi adolescenti sono andati a leggerlo. Ed è quello che succede un po’ anche nel mio libro. Io stesso ho riletto il romanzo e ci ho ritrovato dei temi che poi sono entrati anche nella mia narrazione.