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La piccante vita tatara

Autore: Gaia Lugli
Testata: Pensieri di cartapesta
Data: 8 luglio 2012

Rosa è una donna non più giovane, ma ancora attraente, che vive la propria cultura tatara nella Russia sovietica.

Arrogante e presuntuosa, disprezza il marito e biasima la figlia, nonché tutto il resto d’umanità che la circonda. La sola figura verso cui nutre qualche sentimento positivo è la nipotina Aminat – nata nonostante un tentativo di aborto – nella quale la nonna crede di rivedere le proprie qualità.

La storia si snoda attraverso i tentativi di Rosa di gestire e organizzare le vite che la circondano, in un susseguirsi incalzante di eventi che questa donna non s’arrende mai a lasciare fluire; dagli infelici matrimoni della figlia fragile alla ferrea disciplina impartita all’indomabile nipote, in uno scenario che apre scorci sulla cultura tatara, come sulla Russia comunista, fino a giungere alla moderna e occidentale Germania.

Scritto in prima persona, con un linguaggio frizzante e accattivante, I piatti più piccanti della cucina tatara è un testo intenso e brillante che inchioda il lettore ad ogni singola parola come ad ogni particolare momento, uno di quei rari libri in cui si finisce per simpatizzare con un protagonista fondamentalmente negativo. Proprio come accade ai personaggi che circondano Rosa, ci ritroviamo anche noi a provare se non affetto, quanto meno compassione, per questa donna che nel volere e sapere tutto si ritrova a non avere niente, se non il puro amore di chi nonostante tutto non l’abbandona.

Ed è proprio in questo flebile bene che riesce a sopravvivere alla forza distruttrice della male il messaggio positivo di questo romanzo che non deluderà il lettore.