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Un omicidio al fotofinish

Autore: Massimo Filipponi
Testata: L'Unità
Data: 19 luglio 2012

C'È IL MISTERO TIPICO DEl GIALLI, C'È LO SPORT, C'È LA PASSIONE PER LA MUSICA E LE MOTO MA- SOPRATTUTTO- C'È LA VITA DI TUTTI I GIORNI nel primo libro di Paolo Foschi Delitto alle Olimpiadi (Edizioni e/o, 169 pagine, 14 euro). L'autore, giornalista del Corriere della Sera e prima ancora de l'Unità, in gioventù è stato atleta e ha iniziato la vita in redazione seguendo eventi sportivi di varie discipline. E così il suo romanzo d'esordio- già dal titolo - non poteva non essere legato allo sport. Appartengono a questo mondo la vittima, l'ostacolista Marinella Paris speranza azzurra ai Giochi di Londra, e il commissario Igor Attila, ex pugile defraudato di una medaglia d'oro a Seul '88, al quale vengono affidate le indagini in quanto titolare della «Sezione crimini sportivi» della questura di Roma. Un nucleo formato da "scarti", furbetti in odore di doping o giovanotti con la passione per le scommesse, tutti campioni mancati - non sempre per responsabilità proprie - che, fino a quel momento, non erano mai stati operativi. Il racconto è di pura fantasia ma parecchi sono gli spunti attinti dal reale. Una vena di triste attualità accompagna il lettore: la scarsa qualità dei programmi tv, la pessima gestione dei fondi nell'organizzazione degli eventi internazionali, la sofferenza per una crisi - non solo economica - sempre più dilagante. In attesa di tornare a sentirsi un Paese unito e solidale nel tifare gli Azzurri alle Olimpiadi di Londra, l'Italia è alle prese con la recessione. I tagli imposti dal governo coinvolgono anche le forze dell'ordine. E così, con pochi mezzi a disposizione e una burocrazia che non lascia scampo, il commissario Attila - poliziotto politicamente scorretto con una medaglia d'argento sempre in tasca e il rancore nel cuore -avvia un'indagine resa ancora più complicata dalle pressioni dall'alto e dalla necessità di non deconcentrare gli atleti italiani impegnati nella rifinitura in vista dei Giochi. Foschi si muove con destrezza all'interno dell'ambiente sportivo. Un mondo che l'autore conosce bene: la cerchia ristretta degli "eletti", ragazze e ragazzi con qualità fisiche superiori. Ma, tra le eccellenze del movimento a cinque cerchi votate spesso al sacrificio e alla rinuncia (il "ritiro" collegiale in vista di grandi eventi non ricorda le privazioni della vita monastica?), non mancano atleti affascinati dalle prospettive di fama e guadagni facili. Ed è così che i "deboli", grazie agli ultimi ritrovati del doping, fortificano i loro corpi già snelli e scattanti. Come una gara di 800 metri (a questa disciplina appartengono i due maggiori sospettati), il libro mantiene sempre un ritmo molto alto. E i passaggi si snodano fluidi tra Ostia -luogo del delitto nonché sede del ritiro degli Azzurri d'atletica - Roma e Londra. Con il colpo di scena finale (una sorpresa che va ben al di là della scoperta dell'assassino) che si affianca e si sovrappone alla volata per l'assegnazione della medaglia olimpica. Anche se- soprattutto questa volta- non è «tutto oro quello che luccica».