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Sugarpulp Festival 2012: Piergiorgio Pulixi

Autore: Giacomo Brunoro
Testata: Sugarpulp
Data: 30 agosto 2012

Quelli che aspettano “Territori Noir: Sugarpul Festival 2012″: un’intervista multipla a tutti i protagonisti del prossimo Sugarpulp Festival. Diamo il benvenuto a Piergiorgio Pulixi:

Cosa ti aspetti dal Sugarpulp Festival?
Dibattiti di alto livello sulla letteratura di genere, incontri con autori italiani e stranieri sicuramente interessanti, il piacere di ritrovare
tanti amici, scrittori e non, che gravitano intorno al movimento SugarPulp, e l’aria di simpatia e cordialità che si respirava l’anno passato e che mi è rimasta dentro.

Quanto contano gli aspetti legati al territorio (o ai territori) nei tuoi lavori?
Contano abbastanza, soprattutto nei progetti collettivi legati al filone del noir mediterraneo, dove il luogo diventa anch’esso un personaggio, le cui suggestioni contaminano e ispirano in qualche modo i protagonisti “umani”. In “Una brutta storia” non ho voluto specificare il luogo in cui il romanzo era ambientato perchè in realtà e la summa di più territori.

Secondo te si pubblica troppo?
Penso di sì. Ho lavorato per anni in una libreria e quindi ho toccato con mano questa ipertrofia editoriale. Io opterei per una selezione più mirata e un livello qualitativo alto che faccia da filtro alle tante pubblicazioni. Detto questo però sono consapevole che la logica umana si scontra inevitabilmente con la logica di mercato e la prima è destinata a soccombere.

Editoria digitale (dall’ebook al selfpublishing, da Apple a Amazon): che ne pensi?
Penso che fondamentalmente un libro deve essere bello. Questa è l’unica discriminante. Poi le piattaforme di lettura, di vendita, il self-publishing e tutto il resto hanno senso solo se il “prodotto” che si vuole commercializzare abbia una sua dignità di pubblicazione.

Il podio dei tuoi film preferiti.
Il padrino, C’era una volta in America, e Il lungo addio di Altman.

Meglio Twitter o Facebook?
FB.

Consigliaci un autore da invitare al festival 2013.
Andrew Vachss.

Cinque aggettivi per definire la tua scrittura.
Pulita. Diretta. Snella. Dura. Sensuale.Ritmata.

La colonna sonora del tuo ultimo romanzo.
Esiste, è su you-tube, e la si può ascoltare gratuitamente. Comunque ci sono sicuramente i: Massive Attack, Tenderloud, Rage against the Machine, Led Zeppelini, Hermano, e tanti altri…

I tre romanzi che ti hanno influenzato di più, sia come persona che come autore.
Il Conte di Montecristo, L’oscura immensità della morte e Shella – Il buio nel cuore.

Il libro che non sei mai riuscito a finire di leggere.
L’Ulisse di Joyce.