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Recensione di Il poeta di Gaza di Yishai Sarid

Autore: Viviana Filippini
Testata: Liberi di Scrivere
Data: 30 agosto 2012

E  possibile che un incontro ti cambi la vita per sempre? In certi casi direi proprio di sì! Sulla nostra strada potremmo imbatterci nell’amore eterno della nostra esistenza, nella persona che ci permetterà di dare sviluppo alle nostre aspirazioni o chi influenzerà per sempre il nostro futuro senza rendersene conto. Questo è quello che accade al protagonista de Il poeta di Gaza, il romanzo di Yishai Sarid, edito dalla E/O, perché il protagonista, un giovane ufficiale dei servizi segreti israeliani esperto nella prevenzione degli attentati,  riceve una missione importante: deve fingersi un neofito romanziere per avvicinare la scrittrice Daphna e ricevere da lei consigli e istruzioni su come scrivere un romanzo. In realtà il fine dell’incarico del protagonista è ben diverso. Lui dovrà farsi amico dell’autrice israeliana per avvicinarsi ad Hani, un famoso poeta palestinese. Il contatto con queste due persone dalla vasta cultura e dall’animo ipersensibile avrà conseguenze inaspettate per il giovane ufficiale, che inizierà a rivalutare la propria esistenza. Daphna sarà pure un scrittrice famosa, ma non è così felice come  la maggior parte delle persone che la conoscono potrebbero pensare. Lei ha un grosso dolore che la fa soffrire molto, ed è il figlio Yotam, un giovane intelligente, afflitto da gravi problemi di tossicodipendenza, nascosto chissà dove e in fuga da un trafficante di Tel Aviv. La donna è molto provata, perché ogni suo tentativo di allontanare il ragazzo dalla droga è fallito in modo misero. Hani, l’uomo della poesia, è gravemente malato e trascorre l’ultimo periodo della sua esistenza con Daphna, non solo una vera amica, ma il suo grande amore del passato. Lui ha un famiglia che lo ama e dei figli che lo rispettano, ma attorno a questo nucleo alita il sospetto dei servizi segreti israeliani che mirano a catturare uno dei figli del poeta. Il contatto con questa coppia di amici-amanti e con le loro esistenze di immensa sofferenza, porteranno il giovane ufficiale a lasciarsi travolgere sempre più da queste due vite di dolore e ad allontanarsi in modo irreparabile dalla sua famiglia. Non a caso il protagonista perderà progressivamente il contatto con la moglie Sighi e il piccolo figlio, evidenziando una progressiva e completa incapacità di gestione del proprio ruolo di marito e di padre. Il giovane ufficiale ascolta con tale passione le parole, i ricordi e i pensieri tra Daphna e Hani, che in lui si scatenerà il riaffiorare della propria carriera militare fatta di attentati sventati, interrogatori e torture brutali ai sospettati, domandandosi cosa sia veramente giusto nella vita.Il poeta di Gaza di Yishai Sarid è un romanzo che affronta l’amore tra persone appartenenti a culture e religioni diverse, sottolineando quanto questo legame sentimentale sia messo a dura prova in quelle zone del pianeta dove i conflitti politici e religiosi sono presenti in ogni singolo istante della vita quotidiana e sono così radicati in essa che ogni relazione – sia d’amore o di amicizia – ne è influenzata. Altro aspetto interessante è quello riguardante  l’ambito di vita del giovane ufficiale protagonista. Lui è l’emblema di un uomo che per la maggior parte della sua carriera è stato indotto ad assumere un certo tipo di comportamento. Un agire che lo ha portato spesso a volentieri ad eseguire gli ordini senza capire veramente chi era la persona che aveva davanti. Ad un certo momento, però, la coscienza e i sentimenti di equità e giustizia celati nell’animo del protagonista prenderanno il sopravvento in lui e lo spingeranno a compiere azioni inconcepibili per i suoi superiori. Ciò che colpisce dello stile narrativo de Il poeta di Gaza di Sarid è la sua limpidezza nel raccontare i conflitti della società israelo-palestinese, le sue contraddizioni e il fatto che esse si riflettano in modo costante sulle persone che in questo ambiente vivono. Ogni singolo personaggio protagonista de Il poeta di Gaza vive in bilico costante tra il voler fare quello che desidera – corrispondente alla legge della proprio cuore e della propria coscienza – e il dover compiere azioni che la società civile e politica impone. Questa guerra tra opposti porta allo sviluppo di gesti che nella maggior parte dei casi non corrispondono a quello che i vari attori letterari vorrebbero compiere. L’ultimo lavoro di Sarid è un bel libro che porta il lettore a conoscere la natura della difficile convivenza tra politiche e religioni diverse presenti in Israele, con tutte le conseguenze drammatiche che questa lotta determina negli animi umani dei singoli individui, caratterizzati in queste pagine dall’amore, dalla fragilità, dalla volontà di trasgredire le leggi imposte da altri per trovare finalmente la vera pace esistenziale.