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"Capelli blu", vuoti di memoria e verità impossibili nell'opera prima di Valerio Nardoni

Autore: Rossella Montemurro
Testata: ilmiotg.it
Data: 29 agosto 2012

Una ragazza dai capelli blu agonizzante, riversa davanti al portone di casa propria, e l’insana decisione di portarla dentro piuttosto che scegliere di chiamare i soccorsi. Succede in “Capelli blu” (edizioni e/o, collana Dal Mondo) a Jilium, giovane laureato che, come tanti della sua generazione, lavora come cassiere in un discount, in attesa della grande occasione. La ragazza muore improvvisamente e Jilium, in preda al panico e a pensieri contraddittori (gli sembra di conoscerla ma è certo di non averla mai vista) fugge con la speranza di riuscire a chiarirsi le idee. Quando rientra deve affrontare una telefonata di insulti e accuse per poi addormentarsi sfinito cercando di dare un senso a quanto accaduto. Al mattino, però, la ragazza è scomparsa… Il caos degli eventi filtra così nella sua vita quotidiana con un ritmo serrato di fraintendimenti e fatalità, di vertiginosi vuoti di memoria e impossibili verità, in un giallo in cui il luogo del delitto non è che la mente di ognuno di noi. “Capelli blu”, da mercoledì 29 agosto in libreria, è l’opera prima di Valerio Nardoni (Livorno, 1977), critico e traduttore letterario. Ha tradotto volumi in prosa (Miguel de Cervantes, Javier Marías) e numerose raccolte di poesia spagnola (Pedro Salinas, Federico García Lorca, Pablo Neruda, ecc.). Una sua antologia dell’opera di Mario Luzi, di cui è stato collaboratore, è uscita nel 2005 con il quotidiano “La Repubblica”. Nel 2010 ha fondato il premio di poesia internazionale Premio Ciampi – Valigie Rosse, di cui dirige la rispettiva collana.