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Stevenson in gonnella 150 anni dopo

Testata: La Gazzetta del Sud
Data: 14 settembre 2012

"Quando mai avevo architettato un piano io? Quando mai avevo compiuto un atto esageratamente audace e sconsiderato? Quando mai, come Jim Hawkins, avevo lasciato gli amici, ero corsa in spiaggia, avevo rubato una nave, ucciso un uomo ed eliminato un ostacolo che mi impediva di mettere le mani su un ruzzolone d'oro? Io, una persona incapace di decidere cosa fare delle sue mini-veneziane rotte - per non dire della sua vita - me ne stavo sdraiata a letto mentre sotto il cielo aperto del libro la gente cacciava via i rompiballe dalle taverne e calpestava i mendicanti ciechi sotto gli zoccoli del proprio cavallo". Se la forza delle grandi opere è nello smuovere anime e coscienze, a quasi un secolo e mezzo di distanza Robert Louis Stevenson, con il suo più celebre libro d'avventura, ispira 'L'isola del tesoro!!!', primo romanzo di Sara Levine, in libreria per Edizioni e/o. Non un libro di pirati, assolutamente, ma un libro di ammutinamento e arrembaggio alla vita. Una vera lettera d'amore, condita d'ironia, a Stevenson e a quel mondo di tesori e velieri che ha segnato l'infanzia di molti.

Dalla penna della Levine, docente di scrittura creativa alla School of Art di Chicago, già autrice di una raccolta di racconti dal titolo 'Short Dark Oracles' e premio Bridport per la narrativa, questa volta è nata un'antieroina per eccellenza. Protagonista della nuova avventura è infatti una trentenne che si barcamena tra un lavoro part time che non ama in una Pet library, un fidanzato amorevole ma non troppo considerato e l'affitto decisamente troppo caro per le sue tasche. Un giorno, tra le pieghe del divano, s'imbatte in un'edizione de 'L'isola del tesorò, rimanendo tanto catturata dalla vita e dalle gesta del giovane Jim, pronto a prendere il largo con il Dottor Livesey pur di ritrovare un tesoro segnato su una mappa, da stravolgere anche lei, spesso rovinosamente, tutta la sua vita. L'imperativo è applicare alla lettera quelli che crede siano i grandi 'Valori Fondamentali' del racconto: audacia, risolutezza, indipendenza e 'battersi la grancassa'.

Così il trasloco a casa del fidanzato diventa il naufragio di Ben Gunn sull'Isola o una lite la porta nell'impasse del sotto coperta con il cavalier Trealawney davanti a una bottiglia di vino spagnolo e uvette, mentre il capitano Smollett dà ordini. Il risultato, esilarante, è che riesce a mandare in 'grancassa' un po' tutto, dal lavoro alla sua storia d'amore fino all'amicizia con la devota Rena. E così, proprio lei che cercava una vita avventurosa, si ritrova costretta a tornare a vivere a casa dai genitori con tanto di noiosissimo pappagallo Richard al seguito. Non contenta, anche qui getta scompiglio nella vita di chiunque capiti sulla sua strada, dai genitori che si ritrovano separati tra casa e garage alla sorella Adrianna che finisce in ospedale con un coltello infilzato nella mano. Non tutti i mali vengono però per nuocere, soprattutto in un romanzo che si legge tutto d'un fiato fra molte risate. Forse la nostra eroina riuscirà anche a prendere il largo con il suo veliero, seppur anche solo nell'orizzonte del quartiere di casa. Ma con un dubbio che la tormenta. Non sarebbe stato forse meglio rileggere 'Piccole donne'?