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Recensione: Ragazze, cappelli e Hitler

Testata: Letteratura e Cinema
Data: 17 settembre 2012

Ragazze, cappelli e Hitler racconta la storia personale dell'autrice costretta ad una lunga fuga per sfuggire alla follia nazista.
Il racconto si apre Vienna nel 1938, prima dell'occupazione tedesca, dove Trudi lavora come modista specializzata in cappelli. Nell'elegante capitale austriaca Trudi conosce Walter, un uomo d'affari affascinante e carismatico, di cui si innamora. E tra caffè, ristoranti alla moda e case borghesi la vita sembra un lungo sogno felice.
Ma quando Hitler decide di espandere la propria egemonia sull'Austria per Trudi e Walter, entrambi ebrei, inizierà un vero e proprio calvario.
Costretti a lasciare Vienna dopo una lunga estenuante attesa, vissuta tra umiliazioni e la costante paura delle deportazioni, i due troveranno asilo prima presso dei parenti a Praga e dopo a Londra, soprattutto grazie all'ingegno e alla tenacia della donna.
Ma anche nel Regno Unito, dopo lo scoppio della guerra, Trudi e Walter saranno costretti ad affrontare nuove vicissitudini dovute ai frequenti bombardamenti e al loro essere stranieri appartenenti ad una nazione nemica. Uno status che porterà Walter e il padre di Trudi ad essere rinchiusi nel campo di internamento di Huyton, prima che la stessa donna intervenga nuovamente per togliergli dai guai.

Trudi Kanter attraverso le pagine di questo libro racconta tutte le emozioni, le ansie, le paure, i dolori e le piccole gioie vissute in un periodo segnato dagli orrori della guerra e dall'antisemitismo. E lo fa partendo da piccoli episodi della vita quotidiana che, in qualche modo, hanno modificato il corso degli eventi.

L'autrice quindi parte da un punto di vista privato per raccontare un microcosmo familiare ricco di figure interessanti; dall'affascinante e ingegnoso Walter al generoso ex marito Pepi (fantastico ballerino di tip tap), passando per la premurosa amica Stefanie. Tanti personaggi che l'autrice spesso si limita solo ad accennare, pur riuscendo a garantirgli ugualmente una precisa connotazione caratteriale.

Tuttavia il romanzo ci restituisce soprattutto uno straordinario ritratto di una donna forte, tenace, intelligente, moderna e pronta a tutto pur di salvare la propria famiglia, in netto contrasto con l'immagine inerme e rinunciataria che spesso ha accompagnato il popolo ebreo.

A livello tematico, oltre alla descrizione del clima di tensione sociale e culturale che ha accompagnato l'espansione tedesca in Austria e il successivo avvento dell'antisemitismo, risulta molto interessante il racconto della vita in Gran Bretagna e in particolare la questione dei cosiddetti enemy aliens, ossia civili con passaporto tedesco e austriaco, pertanto appartenenti a Paesi belligeranti, ritenuti formalmente pericolosi per la sicurezza nazionale, costretti a subire un trattamento del tutto irriguardoso, privati dei diritti fondamentali. L'ennesimo episodio triste, che personalmente non conoscevo, in un periodo totalmente nero.
Molto interessanti anche i riferimenti alla moda dell'epoca e allo stile di vita in alcune delle città europee più importanti (Vienna, Parigi e Londra).

La scrittura è semplice, diretta, confidenziale, quasi diaristica e l'alternarsi di capitoli brevi rende la lettura veloce e coinvolgente.
Il libro è adatto a tutti e consigliato principalmente a chi è interessato all'argomento e vuole scoprire la storia di questa donna che con il suo coraggio è riuscita a salvare la propria vita e quella di tanti famigliari.