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Vita segreta di Maria Capasso

Autore: Cristina Di Bonaventura
Testata: Corpi Freddi
Data: 17 settembre 2012

Mi chiamo Maria Capasso e ve lo dico papale papale, non me ne fotte un cazzo, se mi passate l’espressione, di quello che la gente potrebbe pensare di me e delle cose che ho fatto. Non cerco giustificazioni o attenuanti. Ho agito per amore e tanto basta. Quando la vita ti mette con la spalle al muro, o soccombi o reagisci. E io ho reagito, sfruttando le circostanze, senza guardare in faccia a nessuno.

Si presenta così Maria Capasso, schietta e sincera, senza peli sulla lingua e con la forza di un ciclone entra nelle nostre vite raccontandoci la sua, senza vergogna e senza indugi. Siamo nella tanto amata odiata Napoli, Maria  fa la manicure part time o a mezzo tempo come dice lei, sposata con Antonio, ha tre figli che sono la luce dei suoi occhi, una vita modesta ma soddisfacente. Il suo piccolo mondo quasi perfetto crolla quando improvvisamente Antonio muore e lei si ritrova da sola ad affrontare il futuro con tre figli a carico. Maria è una bella donna, piacente, elegante nella sua semplicità e gioca le sue carte migliori diventando l’amante di Gennaro, facoltoso proprietario di un autosalone nonchè personaggio piuttosto ambiguo legato alla malavita. Il primo passo che la avvicina al mondo criminale è la consegna di una carico di cocaina in Svizzera ma sarà solo l’inizio, altri ce ne saranno ben più gravi che Maria compirà senza il minimo indugio senza guardare in faccia nessuno e sporcandosi le mani di sangue arriverà proprio dove voleva, a testa alta, guardando avanti, senza scrupoli e rimorsi, anche perché il rimorso attecchisce dove c’è una coscienza e Maria Capasso non sa neanche dove sta di casa soprattutto se sul piatto della bilancia ci sono la sua ambizione e i suoi figli; e niente per lei vale di più.

Rifarei tutto daccapo, senza alcuna esitazione. E se voi che leggete vi sentirete autorizzati a scagliare la fatidica prima pietra, io vi dico: guardatevi allo specchio e passatevi la mano sulla coscienza. Questa storia parla anche di voi.

Napoli trasuda ad ogni pagina, nei dialoghi, nei colori e così anche le emozioni di Maria. Salvatore Piscicelli coinvolge con una scrittura fluida e scorrevole, con un stile lucido, un tratto deciso, leggero ma incisivo e ci regala un personaggio ambiguo, controverso, dalle tante sfaccettature, che può far storcere il naso a qualcuno, ma che entra di diritto nella classifica dei personaggi importanti e indimenticabili. Maria brilla di luce propria, anche quando è “solo” una moglie e una mamma non è la spalla di nessuno, è una donna forte, risoluta nelle sue scelte e per quanto possa sembrare strano, umana.

Mentre combatti una dura battaglia, mentre giochi una partita difficile, non puoi scoprire le carte, ti è vietato offrire la schiena. Quello che gli altri sanno di te è la tua debolezza; quello che non sanno è la tua forza.