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I dieci figli che la signora Minga non ha mai avuto, di Eric-Emmanuel Schmitt

Autore: Sandra Bardotti
Testata: Wuz
Data: 17 settembre 2012

Un imprenditore francese si trova nel sud della Cina in viaggio di affari per conto della ditta di giocattoli per cui lavora. Non ha moglie né figli, ha delle frequentazioni ma non ha nessuna donna che lo aspetta a casa. È un uomo che non vuole legami, pragmatico e razionale, devoto al lavoro. È molto portato per le lingue e ha messo a punto una sua tecnica commerciale che consiste nel logorare i nervi dei suoi interlocutori assentandosi più volte durante la trattativa. Per questo, dovendo recarsi frequentemente al bagno, fa la conoscenza della signora Ming e del "romanzo" dei suoi dieci figli.

La signora Ming è l'addetta alle pulizie della toilette per uomini del Grand Hotel di Yunhai. Ha dieci figli, racconta all'imprenditore un giorno, e ne sciorina i nomi con l'orgoglio che le fa brillare gli occhi e le illumina il viso. L'uomo è sbalordito dalla innocente spudoratezza con cui la donna racconta quella menzogna. Lo sanno tutti che in Cina non è permesso che le coppie abbiano più di un figlio. Il controllo demografico è severo a riguardo, e per chi trasgredisce le sanzioni sono salate.
Per giorni l'imprenditore cercherà di smascherare la bugia, nonostante i racconti della signora Ming siano così veridici e ricchi di particolari da sembrare assolutamente reali. E così andrà avanti anche nei mesi successivi, durante le sue visite di lavoro a Yunhai.

Ma un giorno l'uomo non trova la signora Ming al suo solito posto. Viene a sapere dalla donna che la sostituisce che ha avuto un incidente: un pirata della strada l'ha travolta e adesso è ricoverata in ospedale. L'imprenditore si precipita in ospedale, chiede informazioni ma nessuno sembra capirlo: di colpo sembra aver perso tutte le sue capacità linguistiche.
Lì incontrerà Ting Ting, la figlia della signora Ming, e da lei saprà la verità sul triste passato della madre. Adolescente durante la Rivoluzione Culturale, la signora Ming era stata spedita insieme alla sua famiglia in un campo di rieducazione, ma aveva resistito all'indottrinamento. Uscita da quell'incubo che non l'aveva piegata, si era sposata e aveva iniziato a mettere su famiglia. Poi era arrivato l'Anno della Capra, in cui era stata approvata la legge che obbligava le famiglie a limitarsi a un solo figlio. Un aborto e una successiva lunga malattia avevano fatto precipitare la situazione...

Ora che la madre lotta tra la vita e la morte, Ting Ting sa solo una cosa: che non le rimane altra scelta se non quella di andare fino in fondo, di continuare a mantenere viva la speranza, la fede della madre: il giusto mezzo fra il sogno e la realtà.

"È l'immaginazione che fa la singolarità, che ci strappa alla banalità, alla ripetizione, all'uniformità", riflette Schmitt attraverso il suo personaggio. In visita alla fabbrica di bambolotti, l'imprenditore capisce che il destino degli uomini è come quello dei giocattoli: quelle masse di plastica tutte uguali saranno poi differenziate dall'amore e dalla storia che una bambina inventerà per loro. Solo l'immaginazione crea degli originali e ci permette di stringere i legami che rendono sopportabile la cruda realtà. Il romanzo dei dieci figli, tutta quella grande costruzione di parole, è ciò che ha salvato la vita della signora Ming dal dolore della vita. La verità, alla fine, è la bugia che ci piace di più, quella che ci permette di sopravvivere. Come il romanzo, possiamo aggiungere, che ci regala storie in cui immedesimarsi ed evadere.

Non manca lo spazio per una nota polemica: una critica delle società occidentali che nel cuore delle loro metropoli conservano le rovine romane ma dimenticano i valori che gli antichi pensatori e il cristianesimo ci hanno trasmesso. A Yunhai, in Cina, nonostante si fosse affermata la mentalità industriale che organizza la vita dei cittadini e degli immigrati in base alla logica del profitto, l'antichità sussiste. Confucio alberga nel cervello della gente, infondendo il culto del rispetto, l'amore familiare, la lotta contro gli abusi. In Cina il passato non è un monumento di pietra inerme, ma costituisce il presente dello spirito; il cuore spirituale continua a vivere e a trasmettersi di generazione in generazione.

I dieci figli che la signora Ming non ha mai avuto è una storia semplice, simbolica e profonda - nel tipico stile di Eric-Emmanuel Schmitt - sul valore della famiglia, dell'amore e sulla forza dell'immaginazione che salva quotidianamente dalla banalità della vita.