Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

L'isola del tesoro!!!

Autore: Sara Rocutto
Testata: Il blog di Sara R.
Data: 2 ottobre 2012

“Quando mai avevo architettato un piano, io? Quando mai avevo compiuto un atto esageratamente audace e sconsiderato? Quando mai, come Jim Hawkins, avevo lasciato gli amici, ero corsa in spiaggia, avevo rubato una nave, ucciso un uomo ed eliminato un ostacolo che mi impediva di mettere le mani su un gruzzolone d’oro? Io, una persona incapace di decidere cosa fare delle sue mini-veneziane rotte – per non dire della sua vita – me ne stavo sdraiata a letto mentre sotto il cielo aperto del libro la gente cacciava via i rompipalle dalle taverne e calpestava i mendicanti ciechi sotto gli zoccoli del proprio cavallo. ” -L’Isola del Tesoro!!!, Sara Levine-(*)
Dai, lo sapete come ci si sente ad avere 25 anni, una laurea in tasca, un lavoretto insoddisfacente, nessuna prospettiva chiara all’orizzonte. Dai, ve lo ricordate?
Beh, a pensarci bene un po’ l’avevo dimenticato anch’io. Ma prendere in mano “L’isola del tesoro!!!” (sì, con tre punti esclamativi) di Sara Levine (Edizioni e/o) mi ha rituffato indietro in un tempo neanche troppo lontano. E così anche se la prima impressione, leggendo quel che passa per la testa della protagonista, è quella di avere a che fare con una ragazzina presuntuosa e fuori dal mondo, poi a seguirla meglio mi sono ritrovata a provare per lei una grande tenerezza.
Già, perché questo Io narrante, un po’ sognatore, un po’ impaurito dal mondo, che tiene in borsa una copia dell’Isola del Tesoro di Stevenson e rischia con la propria cocciutaggine di essere abbandonata da tutte le persone che le vogliono bene, sta solo cercando il suo tesoro, cercando di raggiungere in modo rigoroso i suoi “obbiettivi”, avendo forse perso un po’ la bussola. Eppure…
Eppure non voglio anticiparvi niente di più, soltanto garantirvi che tra datori di lavoro a dir poco bizzarri, amici esasperati, fidanzati timorosi, genitori a tratti disperati, beh, c’è di che sorridere e lasciarsi trasportare dalla bella penna per niente banale di Sara Levine (e lo confesso, sì, le avevo dato la mia benedizione al sol vedere il nome, una Sara americana senz’h ha di per sé tutte le mie simpatie).
E poi questo libro rientra nella categoria “idee regalo”: vien voglia di regalarlo a tizia e caio, di farglielo leggere, di vedere un po’ che effetto gli fa. E quale stagione migliore di questa, quando vien voglia di mettersi a fare cose nuove, riprendersi in mano il destino, fuggire al vecchio?
Una storia veloce che coi cambiamenti ci sta a pennello. Garantito.
 
(*) Noto ora, trovando altre recensioni di questo libro, che questa è una delle parti più citate!! Io l’ho copiata dalla mia copia
P.S.: Ultimamente recensisco un sacco di libri, non per dovere (nessuno mi paga e scrivo solo di quelli che mi pare ci stia bene un mio commentino), ma perché leggere è una delle poche attività che mi riesce fare e di conseguenza parlare di libri una delle poche cose da poter scrivere qui.