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Lia Levi - La notte dell'oblio

Autore: Elisabetta Bolondi
Testata: SoloLibri.net
Data: 8 ottobre 2012

Lia Levi torna in libreria con questo importante romanzo la cui parola chiave è già presente nel titolo: oblio. In tempi di rinnovata ostentazione di simboli fascisti e di comportamenti politicamente scorretti e arroganti, non solo negli stadi di calcio, mentre in Germania si decide di non processare le SS superstiti della strage di Sant’Anna di Stazzema del 1944, un romanzo come quello della scrittrice ebrea giunge in un momento opportuno.

La storia del commerciante romano Giacomo e della sua famiglia costituiscono un exemplum della rimozione e della dimenticanza che sono di per sé un seria lezione di storia, un concreto e salutare ammonimento a non dimenticare, a non occultare, a fare i conti con gli accadimenti storici al momento giusto, altrimenti le conseguenze nefaste ricadranno sugli innocenti. Lia Levi entra subito in argomento partendo dalla caccia all’ebreo del 16 ottobre 1943 nel quartiere ebraico di Roma. Per un caso fortuito la famiglia non finisce nella rete dei deportati e trova la forza di fuggire dalla capitale, ricevendo asilo in un piccolo paese presso il parroco, don Gioacchino, un vecchio amico di Sabatino, il padre di Giacomo: fra il prete e l’ebreo era nata una profonda amicizia, fatta di dispute e di confronti, amicizia profonda durata tutta la vita. Ecco allora che Giacomo, sua moglie Elsa, le figlie Milena e Dora riescono a sistemarsi in uno squallido stanzone fingendosi cattoliche; cambiano cognome, andranno a scuola, alla messa, al catechismo.

Giacomo ha abbandonato il suo negozio di stoffe ad un commesso fidato e si sente in obbligo di sfidare il pericolo pur di riscuotere il denaro ricavato in sua assenza. Durante uno dei suoi viaggi in corriera a Roma Giacomo viene arrestato proprio all’uscita del suo negozio malgrado i falsi documenti ariani. Una spiata, a sentire i due commessi, impietriti dalla scena crudele cui avevano assistito impotenti. Quando Elsa si rende conto che il marito non tornerà mai più, assume un atteggiamento freddo e distaccato con le figlie, finge anche con loro, non dice la verità per preservarle da un dolore troppo grande. Dopo la liberazione di Roma le tre donne rientrano in città. Elsa capisce che il negozio è stato “acquistato” dal commesso Italo, pronto ad esibire i documenti dell’avvenuta regolare compravendita tra lui e Giacomo. Solo Marisa, la fedele anziana commessa, mostra disagio con il suo silenzio e consegna un foglio con il proprio indirizzo ad una spaventata Elsa, che non lo userà: non vuole sapere ciò che ha intuito, ma decide di ricostruire per le sue figlie una vita normale, una vita di studio per loro e di lavoro per lei. Aiutata dagli anziani genitori, riesce a rientrare nel proprio appartamento e mette a frutto la provata abilità nel cucito, diventando presto una sarta specializzata in abiti da sposa.

Milena, la più bella e silenziosa delle figlie, non ama lo studio, aiuta sua madre nel creare modelli eleganti e finalmente sposa un maturo e ricco ariano, che la requisisce permettendole una vita ricca e solitaria. Dora, la vera protagonista, studia, lavora, incontra la madre di suo padre, la svizzera Hélène, con cui riannoda un rapporto affettivo di tipo famigliare. Quando Dora riesce ad incontrare un uomo di cui si innamora, si scatena il dramma che è alla base del romanzo e su cui Lia Levi ci invita a riflettere: non serve mentire per evitare sofferenze, non serve l’oblio, non serve fingere che nulla sia stato.

Il dramma della Shoah continua a bussare alle nostre coscienze troppo spesso impermeabili o refrattarie a ripercorrere quella ferita non risarcibile. La scelta di Elsa, fatta in buona fede per amore, colpirà proprio la sua stessa famiglia e Dora, la più onesta delle sue figlie, che dovrà rinunciare alla realizzazione delle propria vita affettiva.

Pubblicato dalla casa editrice E/O nel 2012, La notte dell’oblio di Lia Levi è un libro drammatico, pieno di un intento pedagogico mai impositivo, che ci mette di nuovo a confronto con un passato troppe volte rimosso o peggio ancora dimenticato nell’intento di ricostruzione di una normalità sognata, ma irraggiungibile se non si è elaborato quel lutto collettivo che ha coinvolto milioni di innocenti nell’Europa della metà del ventesimo secolo.