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Ferrante, due donne allo specchio con odio

Autore: Mirella Serri
Testata: Tuttolibri / La stampa
Data: 20 ottobre 2012

Sarà la sua biografia? Il personaggio principale della Storia del nuovo cognome si chiama anche lei Elena come la scrittrice (?) che firma l'opera (qualcuno dice che dietro lo pseudonimo si nasconda Goffredo Fofi). La Ferrante, che in tempi di protagonismo autoriale tiene a rimanere una dama o un monsieur non identificabile, porta sulla scena un'altra Elena detta Lenù e anche Raffaella o Lila, due sedicenni belle e dannate cresciute all'ombra del Vesuvio. Lila è veramente attraente, mentre Lenù, con gli occhialino, malvestita, sboccerà verso i venti anni. In apparenza sono l'una il riflesso dell'altra: Lila lavora nella bottega del padre, ripara le scarpe ma di nascosto legge L'Eneide e si esercita nella lingua di Cicerone. Elena, bravissima, avrà però, al contrario di Raffaella, la possibilità di continuare a studiare. Quest'ultima, ancora adolescente, decide di uscire dal malfamato rione dove vive, di fare il gran passo e andare in sposa a Stefano Carracci che gestisce il negozio di alimentari lasciatogli dal padre: si rivelerà un marito assai poco gentiluomo che ammolla alla moglie «mazzate» e occhi pesti.

In parallelo si dipana una storia di odio e di amore tra Lila e Lenù: mentre la prima assume pose da ricca e infelice consorte, Lenù miete successi in campo scolastico e addirittura approderà alla Normale di Pisa. Le due grandi amiche diventeranno grandi nemiche, con Lila invidiosa dell'affermazione di Lenù e pronta a rubarle lo studente di cui è innamorata da tempo per farne il suo amante.

La loro vicenda però non terminerà con l'ultima pagina di questo volume. Vi sarà un seguito narrativo. Per fortuna. Il libro, privo di stereotipi e di luoghi comuni su Napoli e dintorni ma ricco di personaggi umani e palpitanti, scorre come un fiume in piena, travolgente, insidioso, con anse e risvolti sorprendenti. Non è solo il racconto di due donne «allo specchio» ma di più famiglie di fruttivendoli, pasticceri, falegnami, in universo feroce e impietoso che a metà degli anni Sessanta si avvicina alla cultura, ospita Pasolini in libreria, vede gli scontri con i fascisti. Anche le giovani donne come Lenù iniziano a capire che possono far da sole e trovare una strada propria. E liberarsi dal familismo assolutamente amorale che le condiziona. Ma questa è un'altra storia che ci attende ancora.