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Da Napoli a Creta, amore senza confini

Autore: Ida Palisi
Testata: Il Mattino
Data: 25 ottobre 2012

conosce identità, non riconosce legami. L'amore viene prima, dopo e durante ogni cosa, qualunque sia la sua natura. È una lunga, tenera lirica il romanzo d'esordio di Eduardo Savarese Non passare per il sangue (Edizioni e/ o collana Sabot/age', pagg. 191, euro 16). Una storia autobiografica, per ammissione dell'autore, che la presenta oggi (ore 18) alla Fnac di via Luca Giordano con Antonella Cilento e Massimo Andrei e con Imma Villa per le letture. Trentatré anni, magistrato ed esperto di diritto internazionale, Savarese è autore di diversi racconti e conduce corsi di scrittura creativa per persone con disabilità con l' associazione A ruota libera e la boratori di opera lirica al teatro San Carlo. La storia si svolge tra Vico Equense e Creta e corre su due binari, il presente e il passato, sospesa tra la realtà e il ricordo. Protagonisti una vecchia greca, Agar, la yayà, owerosia la nonna di Marcello, un ufficiale morto in Afghanistan, e il compagno del ragazzo, Luca, che si fa carico di consegnare alla famiglia la valigia con gli ultimi effetti personali del giovane scomparso. «Il libro - racconta Eduardo Sa varese- è ispirato alla storia di mia nonna cretese, che ha vissuto la guerra che descrivo nel romanzo e ha lottato per sposarsi e ner vel)i,re in Italia, nonostante una malattia ai polmoni. Nella parte del soldato morto c'è un pezzo che riguarda me: ho pensato di assentarmi come nipote, di morire e di restituirrni attraverso la memoria di qualcun altro, Luca, che è invece un personaggio di fantasia. Ma tutta la ricostruzione dei ricordi della nonna su Marcello da piccolo e, soprattutto, il modo in cui fa capire che aveva compreso come fosse, in realtà, il nipote, attinge ai miei ricordi dell'infanzia e dell' adolescenza ». Marcello che si fa militare «per non sculettare», o che muore per cogliere dei fiori, nella sua presenza
-assenza nella memoria di chi lo ha amato, è il pretesto per spiegare come un amore sia vivo e abbia un senso anche se non passa per i legami di sangue. È un modo insolito, iperbolicamente delicato oggi - nella stagione dei coming out gridati dai titoli - per parlare di omosessualità, anzi per parlare di amore. Sa varese lo fa in punta di piedi, ritagliando uno spazio poetico all'idea del sentimento universale e solido nonostante tutto. Lo fa nel confronto tra le generazioni, tra la vecchia che si rifiuta di accettare un'unione «Contro natura», e il giovane che la difende a tutti i costi. «Il vero tema del libro - dice Savarese- sono le relazioni familiari. Volevo riflettere sulla fecondità di un amore che non fa figli, come quello omosessuale, che può essere anche fonte di dolore e di disagio, provando a rappresentare che ci può essere una forza della relazione nonostante questa mancanza». Il risultato è un romanzo che può essere letto come un racconto di formazione corale. Il testo nasce dalla rielaborazione di un altro romanzo, L'amore assente, finalista al Premio Calvino nel2010, in un processo di lima tura e riscrittura.