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Recensione Il castigo di Attila di Paolo Foschi

Autore: Massimo Minimo
Testata: Thriller Pages
Data: 30 ottobre 2012

Il commissario Igor Attila è il responsabile della Sezione crimini sportivi di Roma : comanda una squadra formata da ex atleti che, per un motivo o l’altro, sono stati costretti ad abbandonare le proprie carriere. Lo stesso commissario ha sfiorato la vittoria olimpica nel pugilato e si porta ancora dietro questo cruccio nonostante siano passati più di venti anni. Attila deve indagare sul ferimento di un noto portiere di calcio, idolo dei tifosi romanisti. Scavando nel privato dello sportivo, il commissario scopre legami con il mondo delle scommesse e della camorra. Quando l’inchiesta rischia di coinvolgere un noto politico, i superiori di Attila cercano di insabbiarla ma non hanno fatto i conti con la determinazione del poliziotto.
Il romanzo risulta piacevole non solo per chi, come il sottoscritto, è appassionato di calcio.
Igor Attila è un personaggio molto originale, che non si accontenta della verità, ma cerca di fare “giustizia” a modo suo, come accade alla fine di questa vicenda. Le riflessioni del commissario sono spesso accompagnate da frasi di canzoni che rispecchiano il suo stato d’animo del momento. La chiusura del libro è un vero e proprio “coup de théâtre” sulla vita privata di Attila, destinata a subire un duro colpo.