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La ballata di Mila

Testata: Noir Italiano
Data: 12 novembre 2012

Autore: Matteo Strukul

Tipologia: Pulp

Luogo: “Profondo” Veneto (Padova)

Filo conduttore: La guerra per il potere tra una cosca di malavitosi veneti e una triade cinese

Ambientazione: il mondo della criminalità organizzata veneta

Protagonista: Mila Zago, una ragazza in cerca di venedtta

Narrazione: In terza persona

Cosa impari dopo averlo letto: Che si può raccontare la verità anche con un piglio ironico

Giudizio nero:  Fantasia al potere (Guida ai giudizi)

Immaginiamo che un giorno Massimo Carlotto, passeggiando per Padova, incontri Quentin Tarantino e insieme decidano di scrivere un romanzo. Beh, il risultato sarebbe molto vicino a “La Ballata di Mila” di Matteo Strukul. Un romanzo pulp, veloce, cattivo e senza un attimo di tregua, infarcito di scene d’azione, sangue, mutilazioni e criminalità organizzata.

Da tempo la cosca diretta dal veneto Rossano Pagan è in guerra con la triade del cinese Guo, per il controllo del territorio del Nordest. L’uccisione dei due commercialisti di Pagan darà il via a un’escalation di violenza senza precedenti. A guidare questa guerra però non sarà un mafioso bensì una bellissima ragazza, Mila Zago, figlia di un poliziotto ucciso proprio dalla banda Pagan. Perché? Mila vuole la sua vendetta e per organizzarla ha dedicato tutta la sua vita alle arti marziali e all’allenamento alla guerra, diventando un killer spietato.

Mattero Strukul gioca con il lettore, presentando un Veneto ormai sull’orlo del fallimento, economico e morale, dove la malavita ha insidiato e infiltrato ogni settore della società. Una regione dove le ditte chiudono e il sapere del lavoro sparisce nell’oblio, soppiantato dalle fabbriche di schiavi cinesi e dalle bustarelle delle cosche venete, ancorate ai vecchi sistemi e che si esprimono ancora in dialetto. Un mondo senza ritorno, dove la polizia è inerme, poiché ormai il sistema è corrotto fino all’osso. Il romanzo è breve, veloce e rabbioso, molto cinematografico, con scene (come quella dell’ospedale o della resa dei conti) che strizzano l’occhio ai film alla Tarantino. Preparatevi perché Strukul non lesina sulle scene pulp (al limite dello splatter).

Un romanzo che diverte, impegna il lettore, lo cattura ma che nel frattempo (come nella miglior tradizione avviata da Carlotto), da spunti di riflessione al lettore e mostra un Veneto che non è solo (o non è più) spritz e cultura del lavoro.

Perchè leggerlo: Perché è vivace, ironico, profondamente pulp

Perchè non leggerlo: Se svenite quando vedete il sangue

Cos’ho pensato quando l’ho finito: Una macello mica da ridere