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Il ritorno di Igor Attila e il calcioscommesse

Testata: Corriere della Sera
Data: 13 novembre 2012

Cominciamo con un piccolo record: Paolo Foschi non ha fatto in tempo a pubblicare il suo primo romanzo «Delitto alle Olimpiadi» (E/O) uscito l'estate scorsa a ridosso della cerimonia inaugurale di Londra, che torna in libreria con un secondo noir «Il castigo di Attila», sempre con la casa editrice E/O. Un esordio da velocista per Paolo Foschi, giornalista del Corriere della Sera, ancora una volta incentrato sulla figura del commissario Igor Attila, ex pugile, famoso soprattutto per essere stato derubato dell'oro durante la finale ai giochi di Seul. Non cambia, rispetto al primo romanzo la forte caratterizzazione del protagonista, le corse folli sulla moto, l'ossessione per l'allenamento e la forma fisica, e quell'argento portato sempre in tasca e che continua a bruciargli le mani. Torna, con la serialità tipica del noir classico, questa sconclusionata e sorprendente sezione «crimini sportivi» della questura di Roma con la sua pattuglia di agenti ex atleti, ex farabutti, ex dopati, e così via umanizzando. Confermata l'ambientazione nei molti chiaro scuri del mondo sportivo. Ma qualcosa di cambiato c'è. Se nel primo romanzo il doping, pur facendo parte integrante dell'intreccio, restava uno degli elementi, questa volta il commissario Igor Attila è costretto a indagare sul calcio, sul mondo delle scommesse clandestine e su quell'ingorgo maleodorante tra soldi facili, droga, criminalità, che così spesso si affaccia sulle pagine di cronache che vorrebbe più volentieri occuparsi di dribbling, schemi e campioni. E questa volta Paolo Foschi, al di là della prima lettura, lieve come dev'essere un giallo dichiaratamente votato ad un intrattenimento intelligente, compie un passo deciso in avanti. Al di là della fiction - il portiere della Roma viene ferito a morte poco dopo la vittoria giallorossa nella finale di Champions League - il romanzo offre una serie di spunti molto seri e molto concreti sulla penetrazione criminale nel mondo del calcio. Che purtroppo sono tutt'altro che finzione e riempiono inchieste su inchieste, spesso molto meno fortunate ed efficaci di quella che porta a termine il commissario Attila. Post scriptum leggero: il commissario Attila è afflitto da un ginocchio che lo tormenta. Anche Paolo Foschi. È la parte autobiografica del libro.