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"A cuore scalzo", Eduardo Savarese e il viaggio intorno all'anima

Autore: Antonio Mocciola
Testata: Il Brigante
Data: 23 novembre 2012

Se è vero, come spesso è vero, che il primo libro ha sempre molto di autobiografico, la regola vale senz’altro anche per Eduardo Savarese, magistrato napoletano di 33 anni, che da alle stampe per la romana E/O il romanzo “Non passare per il sangue”. Una serie di veli che si tolgono man mano, tra il giallo e la narrativa di viaggio, tra l’Italia e Creta, isola così poco spesso rappresentata nella nostra letteratura. “E’ un romanzo di relazioni – spiega Savarese – in cui ogni personaggio custodisce un segreto. Un romanzo di relazioni, nella famiglia e al di fuori di essa”. C’è una nonna, Agar, cretese (come la nonna di Eduardo), schietta ed aspra, e Luca, trentenne, che le porta dall’Afghanistan, dov’era in missione, la valigia contenente oggetti del collega Marcello, nipote dell’anziana e morto in quella missione di pace. Alla rivelazione della natura dei rapporti tra i due giovani, ovvero sentimentale, Agar rompe i rapporti con Luca, che alla fine del congedo torna in missione, e al suo ritorno in Italia, precisamente a Seiano di Vico Equense, non ritrova più la nonna di Marcello, bensì la madre, e decide di andarla a cercare a Creta, luogo dove si svolge la seconda parte del romanzo, con relativi nuovi sorprendenti intrecci. “Avevo la necessità – confessa Luca – di raccontare in qualche modo la storia titanica di mia nonna, che non aveva un rene eppure ha vissuto 83 anni, facendo tre figli. Determinazione e resistenza erano le sue peculiarità, avrebbe potuto tranquillamente essere un condottiero”. C’è anche molto altro, naturalmente, in un libro dalla gestazione assai sofferta: “Non mi è stato facile scriverlo – spiega l’autore – ci sono anche i rapporti madre-figlio, mai facili, c’è l’omosessualità, c’è la guerra. Tutti temi delicati”. Nelle sue passioni, la tragedia greca, i temi epici, la letteratura russa e Proust (“La lettereratura deve affascinare, creare pathos”) e le reazioni dei lettori, a libro appena uscito, non sono mancate: “Una lettrice mi ha scritto che il mio romanzo è un libro-ventaglio, perchè l’autore si espone e fa sbattere le finestre del lettore”, è una definizione che mi ha colpito molto”. E la famiglia reale, così ben nascosta tra le pagine della finzione letteraria, come ha accolto “Non passare per il sangue”? “Con il silenzio”. Forse, il prossimo romanzo di Eduardo Savarese, sarà ancora più vero.