Login
Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

The "Sinistri" Therapy - Pill N. 1

Autore: Elisa Da Rin Puppel
Testata: Bello2Buono
Data: 27 novembre 2012

“Non sfugge che questo trionfo della narrazione ci sta immettendo in un mondo assai strano, in cui il confine tra i fatti e il racconto dei fatti ha confini molto labili, e spesso inesistenti. Spesso non solo non riusciamo a capire cosa è reale e cosa narrazione, ma non ci importa saperlo”. A.Baricco

Finisco di leggere Sinistri, tutto d’un fiato la prima volta. E poi, con calma ci ritorno sopra, assorbendone le vite dei personaggi, racconto dopo racconto, storia dopo Storia..proprio come il dottor Sevillo. Chiudo il romanzo e, nella nota finale, scopro degli indizi curiosi sulle date di nascita dei personaggi. Torno al racconto numero 1 indago meglio.

LO SCRITTORE

Scopro la storia che si cela dietro la data di nascita de “Lo Scrittore”, prima scheda. Prima ancora di leggere la nota di chiusura di Sinistri mi ero interrogata sul significato delle date, delle ore, dei nomi che Tersite Rossi, scrittore poeta e storico, non aveva di certo messo a caso.

Dunque la data di nascita dello Scrittore è il 14 febbraio 1978, questa data non dice molto. La riporto su Google, ed ecco il titolo di giornale “LE BR UCCIDONO IL MAGISTRATO RICCARDO PALMA“. Beh, mi sembra che ci siamo, si ricollega bene ad un capitolo dal titolo Fascicolo N36: Banda dei Nove.

IL NARRATORE

Ma ciò non è abbastanza per soddisfare la mia curiosità. Faccio un passo in più e seguo la traccia che da Tersite Rossi a fine romanzo, e digito “Dall’America a un frullato, come tutto diventa storia”.

Appare Baricco, uno dei miei scrittori preferiti, che a sua volta elogia uno dei miei indiscussi maestri: Walter Benjamin. Ed è proprio nel commento di Baricco a Il narratore, Considerazioni sull’opera di Nikolaj Leskov che si cela la domanda che voglio porvi, per ingoiare questa prima pillola, ed entrare nel mondo di Sinistri. Riporto il commento:

Ma in realtà Leskov fu per Benjamin una specie di pretesto per ragionare su un tema che, evidentemente, lo affascinava: cos’è la narrazione, e che razza di figura sia, nella geografia dei viventi, quella del narratore.

Ed ecco la mia domanda:

Caro Tersite Rossi, scrittore, storico, giornalista, professore, ma soprattutto…narratore. Che genere di figura sei?

Oggi il termine “narrazione” va di moda. Come ha detto Baricco nella citata intervista a “la Repubblica”, lo storytelling oggi sembra l’unica lingua riconosciuta, e chi la usa meglio vende – se è un’impresa – o vince – se è un politico. Nel nostro romanzo abbiamo voluto prendere atto di questa situazione.

Da una parte, abbiamo raccontato la conquista del potere, nell’Italia del prossimo futuro, da parte di un grande affabulatore, il segretario del Partito della Felicità Vittorio Mannoni, il cui colpo di genio, all’apparenza banale, è quello di raccontare una storia in cui tutti saranno felici: lo fa in modo convincente, gli italiani gli credono e lui stravince.

Dall’altra parte, abbiamo affidato l’opposizione alla Dittatura della Felicità a un Movimento Antieroico che, per quanto definito terrorista, in realtà non spara, ma scrive. Scrive dieci racconti, ed è con essi che lancia la sua sfida, mortale, al potere. Con questo, quindi, Tersite Rossi ha accettato l’odierno abuso del termine “narrazione”? Tutt’altro. Da un lato, il personaggio di Mannoni invita a diffidare da coloro che vogliono “vendere” ad altri la loro narrazione, dall’altro il Movimento Antieroico rivendica il ruolo del narratore contro chi quel ruolo ha usurpato. In sostanza, quindi, la narrazione torna ad essere quello che è: un modo di comunicare antico come l’uomo, che non può rappresentare una novità né tantomeno avere di per sè valore positivo oppure negativo. Uno strumento, quindi, che può essere impiegato a fini nobili come ignobili.

In questo senso, Tersite Rossi lo ha scelto, semplicemente, perché considera la narrazione, ovvero il creare storie, trame, personaggi, il modo oggi più efficace per raggiungere l’obiettivo di parlare della realtà svelando le menzogne che la ammantano, affidando  il compito, nei nostri racconti, alla figura dell’antieroe. Parlare della realtà inventandola è, in questo senso, il nostro motto, volutamente paradossale.

E con questa prima pillola vi accompagnamo poco a poco nel mondo di Sinistri. Bello2Buono e Tersite Rossi provvederanno presto a somministrarvi The Pill N.2…and the Novel Therapy has begun!