Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Recensione di L’uomo dei sogni di Jean Christophe Rufin (E/O, 2012)

Autore: Elena Romanello
Testata: Liberi di Scrivere
Data: 3 dicembre 2012

Il romanzo storico è un genere che risulta tra quelli più ever green, quello che cambia nel corso degli anni è l’interesse per le singole epoche: dai tempi de I pilastri della terra di Ken Follett è aumentato in maniera esponenziale l’interesse per il Medio Evo, epoca per decenni snobbata come simbolo di oscurantismo e repressione, in realtà molto variegata e coinvolgente.
Ne è una prova L’uomo dei sogni novità E/O di Jean Christophe Rufin, noto per essere uno dei fondatori di Medici Senza frontiere, ma capace di esprimere i suoi talenti anche in campo letterario, come in queste pagine, dove racconta la vicenda di un personaggio realmente esistito, Jacques Coeur, che nella Francia degli ultimi decenni del Quattrocento decide di fare qualcosa per migliorare il mondo intorno a lui. Da semplice figlio di artigiani, Jacques sale la scala sociale, diventando banchiere al servizio dei Re di Francia, favorendo mercanti e borghesi, per creare una classe media tra l’aristocrazia chiusa nei suoi privilegi e i poveracci in grado di far recuperare al suo Paese e al mondo allora conosciuto, sconvolto dalla Guerra dei Cent’anni prosperità, benessere, voglia di vivere. Tutto questo porta a Jacques grandi onori e gloria, finché non si innamora, ricambiato, della bellissima Agnés Sorel, favorita di Carlo VIII, la dama ritratta sulla copertina del libro, e per questo è costretto a fuggire tra Italia e Grecia, per tutti gli anni che gli restano da vivere.
Una storia vera, raccontata con la passione del romanzesco ma senza mai perdere di vista l’erudizione storica, capace di trasportare in un mondo ormai lontano, ma dove sono nati tutti gli elementi della modernità, tra lavoro e psicologia di chi non voleva più sottostare a privilegi e imposizioni. L’uomo dei sogni racconta tra l’altro una pagina poco nota della Storia europea al di fuori della Francia (e poi ancora, visto che oltralpe si preferiscono celebrare altri momenti storici), quella di un Medio Evo che diventava Rinascimento e che guardava al mondo intorno non più con avversione ma con curiosità.
Nelle pagine del libro rivive la vita di Jacques Coeur, storicamente documentata ma appassionante come una storia romanzesca, coinvolgente come le storie di tutti gli esseri umani che, in qualche momento della Storia, hanno provato a guardare avanti, a guardare oltre gli steccati del mondo in cui erano nati e cresciuti, inventandosi nuove prospettive, creando nuove possibilità intorno a loro. Affascinante e soprattutto su cui riflettere in un mondo in crisi come quello attuale.