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«Il castigo di Attila»: Un commissario-pugile tra camorra e scommesse

Autore: Massimo Filipponi
Testata: L'Unità
Data: 13 dicembre 2012

Sicuro, sicurissimo tra i pali della porta da calcio; fragile, fragilissimo nella vita fuori dal campo. Questo il paradosso di Rocco Graziano, uno dei personaggi de il castigo di Attila (editore e⁄o, collana e⁄originals, prezzo 13,00 euro, 167 pagine), secondo libro di paolo foschi, giornalista ex de L'Unità, attualmente firma della redazione Romana del Corriere della Sera. Un'altra indagine del commissario Igor Attila, responsabile della sezione crimini sportivi della questura di Roma, investigatore fuori dagli schemi, alle prese stavolta con l'omicidio di un calciatore ricco e famoso. Due le tinte che inevitabilmente caratterizzano il racconto: giallo e rosso. I colori del mistero (fitto) e del sangue (alla fine i morti saranno due) ma anche i colori della città di Roma e della Roma, squadra che nella finzione (ahimé) letteraria si è appena laureata campione d'europa dopo una combattuta finale giocata e vinta contro gli inglesi del liverpool. La festa dei tifosi invade strade e piazze. L'ubriacatura collettiva di gioia viene però strozzata dalla notizia dell'omicidio del portiere, artefice dell'impresa: graziano. Da qui si snoda un'indagine difficile e tortuosa che tocca diversi ambienti: le scommesse sportive, la camorra dei colletti bianchi, politici corrotti, il jet set, la bella vita. In un parola: gli eccessi di una città. che di eccessi vive e di eccessi muore. La morale del libro in fondo è questa: laddove non c'è morale ciò che distingue assassino e colpevole è solo una sfumatura. Dopo delitto alle olimpiadi anche nella sua seconda fatica foschi è bravo ad animare le controverse gesta del commissario Attila. Personaggio spigolosamente simpatico, ex campione di pugilato (nella finale delle olimpiadi del 1988 alcuni giudici corrotti lo privarono di una sacrosanta medaglia d'oro) e uomo passionale dallo spirito sempre combattuto: un vero e proprio pericolo pubblico in sella alla honda hornet 600, malinconico fino allo struggimento e alle lacrime quando si esercita suonando la Santo lo Verde. che strano accoppiamento: poliziotto rude boxeur e chitarra classica...