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Finzione più vera della realtà

Autore: Gianluca Di Feo
Testata: L'Espresso
Data: 3 gennaio 2013

Dimenticatevi il bianco e nero, in questa scacchiera ci sono esclusivamente pedine grigie che si muovono in caselle oscure. Dove non si può sbagliare: ogni passo falso si paga con la vita. È il mondo in cui si muovono gli agenti sotto copertura, infiltrati nelle reti della droga. Ed è lo scenario di un noir affilato, calibrato nelle parole e nei personaggi. “Undercover”, scritto da Roberto Riccardi (edizioni e/o, pp. 225 €16) tiene fede al sottotitolo: "Niente è come sembra". Perché questa è la realtà delle operazioni più difficili che esistono. La trama è solo in apparenza semplice, ma intreccia con gusto realtà lontane: i generali narcos messicani, le nuove potenze criminali mondiali, e i padrini colombiani della coca; la brutale efficienza della mafia calabrese e la corruzione dei palazzi romani. A tenerle insieme sono le storie personali di due bambini cresciuti insieme: il figlio di un maresciallo e il figlio di un boss, diventati poi protagonisti nel segno delle tradizioni famigliari. Ma il cuore della narrazione sono gli infiltrati, figure che in Italia sono state poco utilizzate e che adesso si cerca di potenziare: vengono descritte la loro scuola, i loro comandamenti, la loro vita dissociata tra molteplici identità. Come confessa il tenente Rocco Liguori: «Quando ho scelto questo mestiere i miei occhi vedevano un mondo in bianco e nero: il bene da una parte e il male dall'altra. Poi ho toccato la vita. Quella scritta con la carne e il dolore, la miseria e la paura. Adesso, nell'eterna partita a scacchi giocata con il destino, non saprei dove collocare nemmeno una pedina.»

Undercover ha tutti gli ingredienti del genere: sparatorie, femmes fatales, inseguimenti, hotel di lusso e slum sudamericani. E non risparmia colpi di scena, tra tradimenti e fedeltà entrambi letali. Perché "niente è come sembra". Nemmeno l'autore. Giunto al terzo giallo dopo un brillante esordio con le memorie di un sopravvissuto dell'Olocausto ("Sono stato un numero"), Roberto Riccardi è un colonnello dei Carabinieri con un'esperienza proprio nella lotta ai narcos. Ma questo la copertia non lo svela. Per scoprirlo bisogna arrivare al gran finale.