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La banda degli invisibili

Autore: Sara Rocutto
Testata: Dì un libro
Data: 10 gennaio 2013

L’età media de La banda degli invisibili (Edizioni E/O) messa in piedi da Fabio Bartolomei ha un età media di 80 anni circa. Frequenta il centro sociale del quartiere Montagnola di Roma e ogni giorno trova qualcosa da fare. E’ una banda di ex partigiani, gente dura che ha fatto la Resistenza e certe cose non le sopporta più: le attese di mesi per una visita medica, la pensione minima che non basta a pagare l’affitto, mangiare e sostituire i calzini bucati, mentre invece le auto blu sfilano sulle corsie preferenziali e dentro ci sono persone della loro stessa età. Non è per questo che da giovani si trovarono a fare le barricate contro i nazisti.

In tv nel frattempo Silvio Berlusconi pare ogni giorno impegnarsi a far sfigurare il Paese nel panorama internazionale: davvero non esiste un modo per costringerlo a chiedere scusa a tutti gli italiani per quanto sta facendo?

E così ecco che nelle menti arzille dei protagonisti comincia a farsi spazio un piano: e se fossero loro a rapire Berlusconi e a convincerlo a scusarsi?

L’autore, Fabio Bartolomei, non è un vecchietto di ottant’anni, ma è riuscito a descrivere questi anziani partigiani un po’ come ho imparato a conoscerli io.

”Quelli che hanno fatto la Resistenza li troverai sempre così, sempre forti. Con tanta rabbia, sempre” spiegò qualche anno fa un partigiano pordenonese da poco venuto a mancare.

E la banda di Bartolomei è così, fatta di gente che non si arrende a una società che li vorrebbe mettere in disparte, che li giudica dei rompiscatole se si lamentano per i bus in ritardo e i marciapiedi sporchi.

“Noi siamo quelli che in questo quartiere ci sono nati, siamo quelli che telefonano al comune per lamentarsi della sporcizia nel parco, che fanno la spesa la mattina presto per accaparrarsi i bocconi migliori e la colazione sempre nello stesso posto – perché i cappuccini sono tutti uguali i baristi no. [...] Siamo i vecchi del quartiere, forse non i più vecchi ma di sicuro quelli più in gamba.”

E’ un racconto ironico, ma quanto mai sincero, gentile, che porta a pensare a quanto troppo in questi ultimi anni si sia parlato a sproposito dei vecchi indicandoli come privilegiati, sostenendone la rottamazione. Non è un caso se poi i più colpiti dagli interventi del Governo Monti, che ha bloccato l’adeguamento pensionistico all’inflazione con perdite del potere d’acquisto di qualche centinaio di euro l’anno per le pensioni più basse, siano stati proprio loro. E noi, figli e nipoti, non ce ne siamo nemmeno accorti.

Occorrono a volte storie di fantasia per imparare ad aprire gli occhi, per accorgersi di chi ci sta a fianco, per eliminare pregiudizi e ricostruire modi di osservazione delle cose.

Occorrono a volte storie di fantasia per capire le cose reali ed accorgersi magari che la verità è ancor più forte di quanto si potesse leggere.

Così non so se i vecchini del centro sociale qui vicino sarebbero sul serio capaci di organizzare il rapimento del premier. Ma ecco, a pensarci bene, almeno qualcuno saprebbe spiegare ai più giovani come si fa…