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Aggrappati al potere

Autore: Francesca Bussi
Testata: Lettera 43
Data: 22 gennaio 2013

«Il potere logora chi non ce l'ha». La rielaborazione targata Giulio Andreotti di una delle massime più celebri d'Italia, rende perfettamente l'idea di cosa sia stata la prima Repubblica.
Figure di politici disposti a tutto per la poltrona, il perseguimento della ricchezza economica e le arrampicate sociali.
Eppure, in quegli anni che si sarebbero chiusi con Tangentopoli, c'era ancora qualcosa di diverso. C'era il piacere di fare politica, c'erano gli ideali, la base aveva un senso e anche le tessere di partito.
La storia di Claudio Bucci potrebbe essere quella di un qualunque politico che ha attraversato gli anni peggiori del Paese.
E in un'epoca di rottamatori e rottamati, la sua reazione è quella di chi non si vuole arrendere: «Non ero sopravvissuto al terrorismo, alla massoneria e a Tangentopoli per fare la fine del sorcio in qualche ente di terza categoria. Ero pronto a lottare».
Il romanzo di Alessandra Fiori ci restituisce le istantanee di un'orrenda fase politica dell'Italia, di personaggi meschini e sordidi, inclini al compromesso e al malcostume. Eppure, di tutto questo, oggi riusciamo pure a sentirne la mancanza.