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Intervista a Massimo Tallone, autore de Il fantasma di piazza Statuto

Autore: Bruno Elpis
Testata: Head in Web
Data: 31 gennaio 2013

Intervista a Massimo Tallone, cinque (anzi sei) domande all'autore de “Il fantasma di piazza Statuto”, Edizioni e/o.

Saluto Massimo, ringraziandolo per aver accettato di rispondere alle nostre domande.

D Il tuo romanzo vuole essere anche una parodia della Torino capitale del noir e del satanismo?

R Tutti i miei lavori sono caratterizzati da uno sguardo laterale quasi sempre venato di umorismo e motivato da una profonda allergia per le forme altisonanti, per i tromboni che si prendono troppo sul serio e più in generale per l’assenza di ironia. ...

... In questo senso, senza scivolare nella parodia, il mio romanzo guarda con occhio un po’ irriverente all’eccessiva seriosità di certi ambienti...

D Lo scetticismo di fondo su sedute spiritiche, occultismo ed esoterismo (lo si percepisce nell’ironia con la quale conduci la narrazione) è anche tuo? Cosa ne pensi di questi fenomeni?

R Credo che ogni disciplina abbia una sua specifica dignità e che debba essere trattata con rispetto e con umiltà. L’esoterismo è una disciplina che presuppone un duro lavoro intorno ai simboli e intorno agli aspetti dell’essere non accessibili con gli strumenti ordinari. Chi vi si addentra, perciò, credo che debba lavorare molto per carpirne i segreti. Tutti gli altri, quelli che affrontano questa materia da una angolazione di infantile mondanità salottiera, mi fanno un po’ ridere... Più in generale, comunque, in me prevale, su tutto, un profondo scetticismo.

D Complimentandomi per come sei entrato in: panni, parlata, mentalità e sentimento della torinese Annetta (ndr: Annetta è la governante anziana, di umili origini e di modesto profilo culturale, che presta servizio presso l’alta borghesia torinese. A lei è affidata la narrazione dell’intero romanzo!) puoi svelarci il tuo segreto? Come ha fatto un uomo di cultura, cuneese d’origine, a indossare questi panni e rendere credibile l’intera vicenda?

R Lo scrittore è tale se non ha un personalità propria, dico spesso. O meglio, se non ne fa uso quando scrive. Lo scrittore è una spugna, carpisce toni, assorbe inflessioni, capta modi di fare, ruba atteggiamenti, cattura pause, coglie vezzi e si impregna di umano via via che incrocia la vita. Annetta è credibile perché a lungo ho studiato i modi di fare di quel tipo di persona, attingendo dalle zie, dalle anziane conoscenti, chiacchierando il pomeriggio davanti ai centrini fatti all’uncinetto e prendendo appunti...

D Ci dici due parole sulle case editrici con le quali hai pubblicato i tuoi gialli? Dopo Fratelli Frilli, adesso Edizioni e/o. Ripropongo anche a te la domanda che ho già fatto a Patrizia Rinaldi (così abbiamo la possibilità di incrociare due fonti d’informazione!): personalmente trovo che “Edizioni e/o” si distingua nel panorama italiano per la sua linea editoriale originale e accurata, anche nella scelta degli autori stranieri …

R Ho un debito di riconoscenza con i Fratelli Frilli perché hanno avuto fiducia in me fin da subito, pressoché a scatola chiusa, con Piombo a Stupinigi (2007). E da allora, ogni anno, mi pubblicano una avventura del Cardo. Con la casa editrice e/o ho senza dubbi sperimentato il salto di qualità dovuto a un editore di esperienza decennale, impegnato nella ricerca delle voci autentiche della narrativa e con uno staff di straordinaria professionalità in ogni aspetto del processo editoriale.

D Lo so, generalmente le domande sono cinque. Ma con te voglio derogare alla “regola del cinque”, perché ho un paio di curiosità ulteriori. La prima: ma Annetta non aveva paura che il fantasma – utilizzando una delle abilità che generalmente gli vengono riconosciute – attraversasse la parete per raggiungerla? La seconda: ti piace Matisse?

R In Annetta la paura e il coraggio coesistono sempre. Quando le scappa l’urlo, infatti, teme proprio di cadere nel raggio di azione del fantasma. Ma è una donna pratica e sa che soltanto l’azione allontana la paura. Circa Matisse, conosco bene la sua opera e sono affascinato dalla sua idea pittorica, ma nel caso del romanzo la scelta è caduta su Matisse per le dimensioni del quadro, adatte alla situazione...