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La libreria del buon romanzo

Autore: Marta Traverso
Testata: Mangialibri
Data: 5 febbraio 2013

“La letteratura è una mia grande passione, e in quanto appassionato soffro”. Francia, giorni nostri. Una serie di misteriosi attentati mettono a rischio la vita di uomini e donne colti, rispettabili, ‘perbene’. Per capirne la ragione bisogna fare un passo indietro. Ivan e Francesca si incontrano per caso e scoprono dopo pochi istanti di avere in comune l'amore per i libri: lui li ha scelti come oggetto della propria professione, è un libraio che dispensa consigli ai suoi clienti trascurando le classifiche di vendita e le opinioni di editori e critici; lei, ricca ereditiera di origine italiana, se ne serve come valvola di sfogo di un matrimonio infelice e una figlia perduta. Insieme scelgono di realizzare un sogno: aprire una piccola libreria in cui si vendano solo “buoni romanzi”. Se blurb e recensioni sui giornali non determinano la qualità di un libro, a chi spetta decidere cosa è buono e cosa non lo è? Ivan e Francesca non si arrogano questo diritto, ma convocano otto esperti – le cui identità restano (o meglio, dovrebbero restare) ignote a tutti eccetto loro due – ai quali danno l'incarico di selezionare 600 romanzi meritevoli di stare sugli scaffali di “Al buon romanzo”. Esperti che, uno dopo l'altro, rischiano la vita in misteriosi incidenti, mentre l'iniziale curiosità per la libreria lascia spazio a scritte sui muri, lettere anonime e una serie di inaugurazioni a raffica di librerie concorrenti…
La scrittrice francese Laurence Cossé redige la sua personale lista dei “romanzi meritevoli di essere letti” e la comunica attraverso i suoi personaggi. Chi si aspetta in questo romanzo il pathos di un poliziesco o una sfumatura rosa, rimarrà deluso. Pur presentando i caratteri tipici del giallo – il reato, le indagini, la conclusione – il testo presenta una chiave di interpretazione che va ben oltre quella di un romanzo di genere. Leggere La libreria del buon romanzo significa mettersi in gioco in una riflessione che ruota intorno alla domanda: cos'è per me la buona letteratura? Nucleo centrale della trama è l'elogio a una forma di lettura che richiede concentrazione, studio e soprattutto la volontà di ignorare i dettami del marketing, che oggi come in passato tende a imporre la supremazia delle novità su ogni altro testo. Il dubbio tuttavia resta: del lungo elenco di romanzi indicati dalla Cossé nell'arco del libro, quanti sono conosciuti? Quanti destano l'interesse? Quanti di noi, una volta letto il libro e scoprendo (per ipotesi) che Al buon romanzo esiste davvero, avrebbero il desiderio di entrarci e comprare qualcosa? Opere come questa possono avere il ruolo di stimolare il lettore alla ricerca del proprio “buon romanzo”. Per ricordarci che, quando si tratta di leggere, non esistono scelte giuste o sbagliate a priori. Purché si legga e lo si faccia con passione, costanza e curiosità. Una piccola nota finale. Nel lungo elenco, solo tre opere italiane: i libri di Fruttero e Lucentini, L'iguana di Anna Maria Ortese e Tristano muore: una vita di Antonio Tabucchi.