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Non passare per il sangue

Autore: Angelica Graziano
Testata: Mangialibri
Data: 13 febbraio 2013

Agar, la yayà-nonna cretese, è proprio come Marcello gliel'aveva descritta. Autoritaria, di poche e incisive parole e soprattutto irremovibile nelle sue posizioni. Intuitiva anche, ed è per questo che lei e Luca si stanno girando intorno in punta di piedi: per conoscersi, per capire quanto possono entrare in collisione senza rovinare l'immagine che entrambi hanno del loro caro. È morto lontano Marcello, in Afghanistan, in guerra: forse per errore, forse per fatalità, forse per una sfida contro quel se stesso che proprio lì - nel posto che meglio di ogni altro avrebbe potuto nascondere la sua omosessualità - ha trovato l'amore di Luca. Quello che si sta fingendo solo un commilitone devoto con una valigetta di ricordi da consegnare alla famiglia e che invece Agar sta portando per mano nei propri ricordi di giovane cretese, anche lei assediata dalla guerra coi nazisti, anche lei costretta a scoprire l'amore in quelle circostanze. E poi più giù, nei ricordi di infanzia di Marcello: fatti di sogni di boutique alla moda, di dolci alla nutella mai preparati, di sospetti mai accertati. Quando anche l'ultimo oggetto della valigetta è stato esaminato e la verità è costretta a venire inevitabilmente allo scoperto le strade della yayà e di Luca si dividono e in malo modo. Luca torna alla sua vita militare e poi a Roma, a casa sua, Agar a Creta, ma il destino ha in mente di farli incontrare ancora, perché l'affetto e l'amore non sempre passano per il sangue...
Raffinato, emozionante, interessante, questo libro di Eduardo Savarese: coraggiosa la scelta di portare un tema così delicato come l'omosessualità a contatto con una realtà così chiusa come il mondo militare. L'obiettivo viene però perfettamente centrato anche perché la guerra in Afghanistan, quella più attuale e concreta fa da sfondo, descritta in fretta ma efficacemente, a conflitti altrettanto cruenti: quello tra genitori e figli, uguale di generazione in generazione e a diverse latitudini;  quello con il dolore – per chi c'è e non ci capisce,  per chi è come se non ci fosse (come la mamma di Marcello, Sofia, che appare in penombra nel libro), per chi non c'è più; quello più cruento,contro la natura, contro il sangue, quello che ci ha fatti in quel certo modo che il mondo rifiuta, come spesso facciamo noi stessi; quello che, questo libro suggerisce senza retorica o pietismo, non deve mai impedirci di cercare la pace, l'amore, l'affetto sotto qualsiasi forma essi si presentino.