Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Cuore cavo di Viola Di Grado. Il cuore svuotato di Dorotea

Autore: Isadora Casadonte
Testata: Toylet
Data: 7 marzo 2013

La giovanissima scrittrice siciliana Viola Di Grado, dopo il premiato romanzo del 2011 Settanta acrilico trenta lana non può più essere definita come un’esordiente. A distanza di due anni dal libro che ne ha consacrato la rivelazione, l’autrice offre infatti una nuova prova di originalità con Cuore cavo: un romanzo che tenta la costruzione di quell’immenso puzzle che è la vita, indissolubilmente legata alla dimensione della morte. Il monologo della protagonista Dorotea prende avvio dal suo suicidio consumato nella vasca da bagno, nel lento scorrere del sangue dalle sue vene incise. Eppure questo gesto non si dà come il punto d’arresto dell’esistenza ma come il varco aperto su un nuovo modo di essere al mondo. Il corpo si decompone, si sfalda ma la scintilla di vita che lo anima non vuole spegnersi e Dorotea continua a muoversi non vista tra gli abitanti della terra, senza poterli toccare ma con il desiderio di osservarne e capirne i gesti (forse ancora più di prima) per provare a comprendere anche i propri. L’anima si libera del corpo in questo romanzo dalle tinte esistenzialiste ed il profondo interesse dell’autrice per il Buddhismo emerge portentoso a descrivere quel processo di trasformazione che continuamente disfa e ricompone in nuove forme gli atomi della vita. “Abbatto la barriera tra vita e morte, […] non risparmiando alla mia analisi nessuna fase dell’esistenza. Vita e morte non come evento ma come processo” così Viola Di Grado parla del suo nuovo sorprendente romanzo.