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L'uomo dei sogni

Autore: Mariangela Taccogna
Testata: Mangialibri
Data: 17 marzo 2013

Chio, Grecia. In piena salute Jacques è abbandonato su un’isola perché creduto in fin di vita. In realtà è un disertore, ma nessuno lo sa. A prendersi cura di lui Elvira, una contadina semplice che ignora chi sia l’uomo che la paga per i suoi servigi. Nascosto in abiti da contadino, Jacques cerca di sfuggire all’uomo mandato per ucciderlo. Ma la morte non gli fa paura: piuttosto, il pensiero della sua fine lo incoraggia a ripercorrere il passato. Ed è per questo che scrive: per mettere ordine. Bourges, Francia. Jacques nasce durante la reggenza di Carlo VI, nel periodo più nero della pazzia del monarca. A sette anni capisce che una vita semplice, da figlio di un pellicciaio, non gli basta più: l’Arabia diventa la sua meta, quella terra che aveva immaginato attraverso i racconti del catechismo sarebbe diventata sua. Aveva davanti un altro mondo, il mondo. Diverso e affascinante. Insieme alla guerra, scoppia la curiosità di vedere posti lontani. Ma la strada verso l’Oriente sembra lontana e passa dal matrimonio (d’amore, in barba a tutte le tradizioni), dalla prigionia, dagli affari. La partenza diventa però l’unica possibilità di essere davvero felice. La sua nuova vita procede a gonfie vele, fino all’incontro con Agnès…
Nel diario scritto dal protagonista la quotidianità semplice e fatta di piccole cose si intreccia e si alterna alla Storia, quella dei grandi. Lo sfondo della narrazione è la Francia a cavallo tra il XIV e XV secolo. Il tempo della narrazione, piena di dettagli e minuziosa nella ricostruzione storica, è scandito dagli eventi che hanno riscritto la vita di intere popolazioni. Rufin narra la vicenda di un uomo che ha cambiato una nazione, un eroe poco noto, Jacques Coeur, che vuole far qualcosa per migliorare il mondo in cui vive. Nonostante grandi onori e immense ricchezze, “Denaro, titoli: niente di tutto ciò contava per me. Ciò che mi faceva agire era il sogno di un altro mondo, un mondo di luce e di pace, di scambi e di lavoro, un mondo di piacere in cui il meglio degli uomini sarebbe riuscito ad esprimersi altrimenti che inventando nuovi modi di uccidere il prossimo”. Jacques parte dal nulla, è un visionario che cambierà il mondo attraverso le sue parole, fino a coinvolgere il Re di Francia. Il viaggio del protagonista è, anzi tutto, un viaggio alla scoperta di sé, verso la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, verso la maturità. Un viaggio nei sentimento dell’animo umano, dall’amore alla paura. Ma anche un viaggio di ricostruzione sociale, di riscatto per la popolazione vessata dalla guerra. È un’odissea verso la rinascita e una riflessione sul potere, sul denaro che possono diventare strumenti di libertà. E per fare questo, è necessario che non ci siano guerre né conflitti. Sarà lui stesso a sottolineare che “Posso morire, perché ho vissuto. E ho conosciuto la libertà”. La chiave di lettura è tutta nelle prime pagine del romanzo: tutto quello che Jacques Coeur ha realizzato ha avuto origine nei suoi desideri più profondi, nei suoi sogni. La volontà dell’autore è racchiusa nelle sue stesse parole: “…il mio unico desiderio, è che questo mausoleo di parole non racchiuda un eroe morto, ma liberi un uomo vivo”. L’attualità di questo romanzo spiazza e sorprende: Jacques diventa modello per tutti quelli che (anche oggi) vogliono inseguire un sogno di pace e di libertà, che vogliono cambiare il mondo. Per tutti quelli che si sentono “uomini vivi”.