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Intervista a Matteo Strukul

Autore: Giorgio Picarone
Testata: L'angolo del nero
Data: 18 marzo 2013

In uscita il 20 di questo mese con "Regina Nera"(Edizioni E/O, collana SabotAge) ospitiamo sul blog il suo fantastico autore Matteo Strukul, classe 1973, scrittore padovano scoperto dal maestro Massimo Carlotto.

1) Ciao Matteo è un piacere ospitarti sul mio blog. Partirei subito chiedendoti: scrittore, direttore di collana, traduttore...fai veramente un sacco di cose e le fai veramente bene. Ma chi è veramente MS?

MS: Caro Giorgio, anzitutto grazie per ospitarmi sulle pagine del tuo blog. Be' sono un po' tutte e tre queste cose e financo una quarta: un lettore accanito, disperato, drogato ah ah. Direi che la lettura nutre la mia voglia divorante di scrivere perché quando leggi maestri come Gischler o Lansdale, Willocks o Carlotto be' non puoi che migliorare come autore, se poi li studi. Detto questo, sì, dirigo il marchio Revolver con cui stiamo cercando di diventare sempre di più il punto di riferimento per coloro che amano il noir bastardo: quello mescolato al pulp, al thriller, al fantasy, alla fantascienza, al romanzo storico. Insomma, partire dal noir per proporne gli incroci più affascinanti. Credo anche nel cross-over di competenze anche perché proporre un autore e sostenerlo mi aiuta ad aver chiaro un senso della prospettiva e a capire quanto devo ancora imparare. Allo stesso tempo però mi bombardo di stimoli e idee e questo mi permette di muovermi su livelli anche molto diversi e di uscire dai confini: di genere e geografici. Presto infatti ufficializzerò una notizia bomba che al momento mi tengo in tasca eh eh.

2) Parlando della tua attività di scrittore., il tuo romanzo d'esordio (La ballata di Mila, Ed. E/O, collana SabotAge) ci ha regalato Mila Zago, un'erinni unica nel suo genere. Raccontaci la genesi del romanzo e del suo personaggio cardine.

MS: Be' come lettore, appunto, trovavo che un personaggio del genere mancasse al panorama italiano che scontava e sconta un machismo imbarazzante. Eppure la Beatrix di Tarantino, la Nikita di Besson, la Lisbeth di Larsson avevano ampiamente dimostrato che un personaggio femminile con profondità, contraddizioni, fragilità e rabbia poteva funzionare, e alla grande. Da qui la spinta a creare un personaggio femminile tutto italiano che prendesse a calci nel culo gli uomini dalla prima all'ultima pagina. Mila doveva essere bella, formidabile e spietata. Credo che - per citare Victor Gischler - tutti noi nella vita di tutti i giorni avremmo bisogno di donne belle in grado di farci paura, almeno un po'. Perciò, ecco Mila, ecco il mondo che le viene rovesciato addosso, poi la vendetta e ora le missioni per difendere gli innocenti. Un classico, per certi aspetti, un archetipo eppure sprofondato nel Veneto, nella terra che amo e mescolato a ritmi da cinema, fumetto, videogioco, narrativa di genere e letteratura (nel nuovo romanzo ad esempio molti sono i rimandi alla letteratura gotica tedesca: quella di Schiller e Hoffman) ecco mescolato a tutto questo poteva venirne fuori un milk - shake emozionante, almeno secondo me. Non so se ho avuto ragione, ma se esce il secondo libro sempre con Mila qualcosa di buono dev'essere successo. I lettori sono stati tanto generosi da capire il senso di quello che stavo provando a fare. Grazie ragazzi, continuate così.

3) Seguendo Mila nelle sue gesta descrivi il territorio in tutti i suoi aspetti e mutamenti, in particolare poni l'accento sulla cosiddetta "questione cinese". Quanto, secondo te, pesa il background in cui si svolge l'azione all'interno di un'opera?

MS: Tantissimo. Scrivi di ciò che conosci: farai un favore a te e ancor prima ai lettori che sono, giustamente, molto attenti e molto esigenti. E hanno ragione. Personalmente, ho il massimo rispetto per chi legge e davvero mi spremo ogni volta come un pazzo nella speranza di dare un'avventura dal ritmo incalzante, in cui ad ogni pagina succeda qualcosa di sorprendente o almeno di coinvolgente. Però appunto il Nordest ha luci e ombre: la questione cinese è esplosa in tempi recenti ma covava da tempo sotto la cenere. Si tratta di un problema grave e pervasivo che si è insinuato in seno all'economia del territorio mangiandola dall'interno e ora si espande a macchia d'olio. Un po' come è avvenuto nel Pratese. I meccanismi criminali sono sapientemente occultati ma, quando ne emergono gli effetti, scopri che sono devastanti. La ricostruzione della "questione cinese" è frutto di un minuzioso lavoro di raccolta e ricerca. Detto questo il romanzo è un pulp e quindi non ha certo ambizioni da romanzo d'inchiesta, tuttavia pone l'accento su alcuni elementi molto significativi circa le modalità di funzionamento delle Triadi e delle gang affiliate.

4) Legandomi al tema del territorio vorrei che spendessi qualche parola per raccontarci di "Sugarpulp" e tutto cio che ruota intorno a questa fantastica associazione.

MS: Be' Sugarpulp nasce dalla voglia di regalare al territorio che amo storie moderne, di genere, sanguinarie ma divertenti, estreme e velocissime, celebrando la liturgia di una terra epica come il Veneto e provando a "cantarne" le bellezze senza per questo dimenticarne i vizi e le ombre. Delta del Po, Alpi, Altopiano dei Sette Comuni e poi la Bassa, le bocciofile, i capannoni, la campagna, le osterie, le vigne: esiste un'iconografia precisa, riconoscibile  e immediatamente affascinante che rappresenta una quinta naturale e strepitosa non per una ma per mille storie. Parlare di una terra del genere filtrando il tutto con una visione pop e il più possibile figlia del proprio tempo e delle contaminazioni di linguaggi è per me una sfida troppo intrigante...e non posso proprio rifiutarla nemmeno volendo. Da qui è nato un movimento e un'associazione che lavorano incessantemente per organizzare eventi, incontri, presentazioni e un festival che è un fiore all'occhiello per chiunque abbia le palle per farlo. Solo nelle prime due edizioni abbiamo avuto come ospiti gente come Jeffery Deaver, Massimo Carlotto, Joe R. Lansdale, Giorgio Cavazzano, Linwood Barclay, Victor Gischler, Tim Willocks, insomma è una grande festa della Narrativa di Genere di cui siamo estremamente fieri. Ultimamente sono nate anche Sugarpulp Schio e Sugarpulp Milano, insomma siamo in espansione perchè, credo, abbiamo capito una cosa: niente solipsismi e invece intrattenimento e voglia di stare bene insieme leggendo libri e raccontando storie, c'è qualcosa di più bello? Be' certo un paio di cose che mi vengono in mente... ma la Cooltura se è pop, di genere, e intrattiene in modo intelligente è una gran figata.

5) Mila non è solo la tua protagonista del romanzo è anche l'eroina di "Delta macchiato di sangue", fumetto disegnato dal bravissimo Alessandro Vitti e di un film che a breve dovrebbe uscire. Raccontaci questi due progetti e le sensazioni suscitate da due mondi che tu ami tantissimo come il fumetto e il cinema.

MS: Be' con Ale Vitti è stato amore a prima vista da un punto di vista artistico diciamo, insomma lui era l'unico che poteva disegnare Mila com'era nella mia mente e lui è andato persino oltre perché poi la cosa che conta in Mila è lo sguardo, quello sguardo da donna-bambina-guerriera che 1.000.000 di parole non bastano a rendere mentre un tratto come quello di Vitti lo coglie in pieno, andando dritto all'essenza. Non è corrucciato, non è sognante, non è triste e non è amaro e non è nemmeno felice ma riunisce tutte queste cose insieme ed è come una marea che invade. Ecco Ale è stato un fenomeno a capire il personaggio e a renderlo con una sensibilità rara. Non era semplice. Di questo e di molte altre cose lo ringrazio. Poi, il suo talento, mostruoso, permette di sfruttare appieno il tratto cinematografico della scrittura esaltandolo con la potenza dell'immagine. Mila è nata da subito come un personaggio che doveva avere più vite e il fumetto era una di queste: non potrei essere più contento di così. Quanto al film siamo ancora in alto mare. C'è interesse e c'è una regista giovane ma fenomenale come Lyda Patitucci, c'è un'attrice che secondo me è perfetta ed è Giulia Bertinelli ma nel cinema le cose sono piuttosto lente ma sappiamo che prima o poi il progetto del film andrà in porto nel migliore dei modi, restate sintonizzati.

6) Leggendoti ho potuto amare tantissimo il tuo modo di scrivere : vivido, ironico, serrato e scoppiettante. Quali sono le influenze letterarie e non che ti hanno formato ed indirizzato di più verso questo tipo di scrittura e di storie?

MS: Ehy grazie mille, guarda un sacco di cose hanno interagito fra loro tirando fuori un magma ribollente da cui pesco le storie, sicuramente una marea di scrittori, cito in ordine sparso: Ernst Theodor Amadeus Hoffman, Friedrich Schiller, Tim Willocks, Victor Gischler, Emilio Salgari, Cormac McCarthy, Robert Louis Stevenson, Robert E. Howard, Joe R. Lansdale, Alexandre Dumas, Caleb Carr, Dan Simmons, Arthur Conan Doyle, Anne Perry, Karen Traviss, Theodor Storm, Novalis, Italo Calvino, William Saroyan, Erich Maria Remarque, Erskine Caldwell, William Faulkner, Daniel Woodrell, Allan Guthrie, David Peace, Joseph Conrad, Joerg Juretzka, Anthony Neil Smith, Ray Banks, Agota Kristof, Ian McEwan, Chester Himes, Massimo Carlotto, Mickey Spillane, e con gli autori mi fermo qui per oggi ma ce ne sarebbero altri 500, per la parte legata al fumetto cito perlomeno Garth Ennis, Warren Ellis, Frank Miller, Alan Moore, Brian Michael Bendis, Dan Abnett, Mike Greel, Brian Wood; per il cinema vado con Robert Rodriguez, Rob Zombie, Quentin Tarantino, Guy Ritchie, Sam Peckinpah, Sergio Leone, John Woo, Zack Snyder...ultimamente devo piazzare però almeno anche due serie TV come Sons of Anarchy e Spartacus.

7) Passando alla tua attività di line editor, il progetto Revolver è un anno che è in moto. Traccia un primo bilancio di questa nuova avventura e magari dacci qualche anticipazione sulle prossime uscite.

MS: Il bilancio, considerato il tempo in cui viviamo, è molto positivo. Torneremo presto con alcuni dei nostri autori più rappresentativi e con novità spero appassionanti, in particolare un'autrice americana - Christa Faust - in cui credo molto. Sentiremo cosa ne pensano i lettori. Prima di lei Victor Gischler, Allan Guthrie, Charlie Huston, insomma il top del pulp-noir attuale. Appena escono, scaraventatevi in libreria a comprare i nuovi Revolver mofos, eh eh.

8) Gishler, Nikitas,  Neil Smith, Mclean, Guthrie, Sturgess, McGilloway, Willocks, Banks e la prima italiana di questa collana Marina Marazza. In gergo calcistico "un parco attaccanti" niente male. Hai avuto il grande merito di pubblicare questi splendidi romanzi e porli all'attenzione del pubblico italiano. Dacci un aggettivo, una pallottola, per ognuno di loro, la prima che ti balza in testa.

MS: Gischler-esplosivo; Nikitas-inquietante; Neil Smith-diabolico; Mclean-duro; Guthrie-anfetaminico; Sturgess-guascone; McGilloway-insinuante; Willocks-epico; Banks-sanguinario; Marazza-gotica

9) Nonostante le innumerevoli cose che fai, c'è ancora qualcosa che MS vorrebbe soddisfare : un autore che vorresti pubblicare, una collaborazione con qualche scrittore, un'idea per un romanzo....

MS: Nell'immediato, voglio trovare l'editore giusto per una trilogia di Vampiri ambientata a Berlino che secondo me è una bomba, uno urban fantasy micidiale onirico e iperviolento come piace a me.

10) Chiudo con : il 20 marzo che succede? Siam tutti in trepidante attesa....

MS: Succede che torna una Furia moderna e si chiama Mila. Credo che troverete un personaggio con le ombre addosso, tanti dubbi e un alone di dannazione che - in un modo o nell'altro - rischia di farla deragliare. Direi che "Regina Nera" è un romanzo più cupo del precedente, lo definirei una moderna fiaba gotica. Mi sono dannato l'anima per studiare le coreografie nelle scene d'azione e ho lavorato come un pazzo su ritmo, inquadrature, zoom, cambi scena, piani alternati, wide screen. Spesso in Italia queste cose sono date per scontate. Molti autori dicono che è facile fare azione e molto più difficile lavorare sui sentimenti. Se è così facile mi chiedo perché non lo faccia nessuno o quasi. Invece è davvero molto difficile: devi studiare tantissimo per creare una scena d'azione veramente spettacolare, anche perché non hai obiettivi, telecamere, zoom. Hai solo un foglio bianco e le parole con cui descrivere. Ho un profondo rispetto per autori come Victor Gischler o Karen Traviss, Tim Willocks o Alan D. Altieri, maestri assoluti delle sequenze d'azione. Ho provato a dare il meglio di me su questo, spero di esserci riuscito. Dall'altra parte ho cercato di raccontare il dolore di Mila e delle donne protagoniste della storia. Poi ho tenuto un registro onirico in una serie di momenti perché volevo avere la componente gotica della storia, tenendo fede a tutta una rilettura della mitologia germanica che da sempre mi affascina. Insomma direi che è una storia multi-strato che, certo, sta in piedi da sola ma dà il suo meglio come secondo capitolo di un'unica grande saga che presto proseguirà con un terzo capitolo e poi con un quarto.

Grazie mille per lo spazio e spero che Regina Nera vi piaccia. MS

Grazie a te Matteo ed in bocca al lupo per tutto! A presto!