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Massimo Maugeri, "I blogger iniziano ad avere autorevolezza anche fuori dalla rete"

Testata: Libreriamo
Data: 24 marzo 2013

MILANO - Già da qualche anno i blogger più autorevoli hanno avuto il loro “riconoscimento” anche al di fuori del web, con gli stessi “critici militanti su carta” e accademici che si sono riversati nella rete senza più pregiudizi. E’ questo il parere di Massimo Maugeri, scrittore siciliano nonché figura di spicco sia della comunicazione letteraria sul web, con il suo blog Letteratitudine, sia fuori dalla rete, come dimostra il suo ingresso da quest’anno all’interno della giuria del Premio Strega. Maugeri è protagonista in questi giorni in libreria con il romanzo “Trinacria Park”, opera che segna il suo ritorno al romanzo dopo gli ultimi saggi pubblicati. Il libro sarà presentato giovedì prossimo alle ore 18:30 a milano presso la Libreria Centofiori.

Cosa ha voluto dire per te passare dal genere saggio al romanzo? Ci sono state difficoltà?
Direi di no, anche perché (con riferimento alla mia scrittura) nasco come romanziere. Il mio primo libro, infatti, è un romanzo intitolato “Identità distorte”. È stato pubblicato nel 2005 per i tipi della casa editrice catanese “Prova d’Autore”. Si tratta di un romanzo a cui sono molto affezionato, anche perché è una sorta di prequel di “Trinacria Park”. Attualmente è fuori commercio, ma conto di ripubblicarlo.

Cosa rappresenta, metaforicamente, il Trinacria Park?
Metaforicamente il “Trinacria Park” potrebbe rappresentare una sorta di “sindrome da grande progetto”, la cui realizzazione non è dettata dall’urgenza e dal reale bisogno del territorio in cui nasce. Uno pseudosogno sognato da pochi a dispetto della necessità di tanti. Un “lasciapassare” per entrare a far parte della Storia a tutti i costi. Ma potrebbe anche essere il simbolo della “mediaticità” esasperata e della spettacolarizzazione alla massima potenza, della menzogna spacciata per verità (non è un caso che il romanzo esca nella collezione Sabot/age delle edizioni e/o, che ha tra i temi forti proprio quello della menzogna).
Ma “Trinacria Park” è prima di tutto una narrazione che spero possa avvincere il lettore, un racconto dove le vicende relative alla realizzazione di un grande progetto si incrociano con le microstorie di tanti personaggi.

Cosa hai voluto far emergere, all’interno del libro, della tua terra?
Le contraddizioni e i paradossi, nel bene e nel male. I vizi e le virtù. L’amore e l’odio. Ma anche la dimensione fantastica dell’isola e quella mitica. Nella trama del romanzo il mito delle Gorgoni, e di Medusa in particolare, ha una valenza molto forte. Senza dimenticare la nostra contemporaneità, con le sue problematiche irrisolte.

Blogger letterario di successo, scrittore, e ora anche giurato del prossimo Premio Strega. Cosa ne pensi del recente dibattito sulla libertà dei premi letterari italiani, ed in particolare dello Strega?
Credo che la libertà sia una meta, un punto di arrivo, qualcosa che va conquistata. Sempre e comunque. E in ogni ambito.
Sono molto grato alla Fondazione Bellonci per avermi inoltrato la richiesta di aderire agli Amici della domenica. Ho accettato con gioia. Seguo il Premio Strega con molto affetto sin da ragazzino e svolgerò il ruolo di giurato con il massimo impegno e serietà.
Ciò premesso credo che, in questi anni, la Fondazione Bellonci, il Comitato Direttivo del Premio Strega e il Presidente Tullio De Mauro si siano molto impegnati per apportare cambiamenti e innovazioni quali: la partecipazione al voto di lettori forti scelti dalle librerie (parliamo di 60 voti che si aggiungono a quelli dei giurati e che, dunque, possono essere determinanti), il coinvolgimento degli Istituti Italiani di Cultura, la pubblicazione online dell’elenco degli Amici della domenica, la possibilità di procedere a votazione telematica (via web), l’apertura alla Rete.
Credo siano tutti segnali molto importanti.

Pensi che l’apertura all’interno della giuria di un blogger autorevole come te sia un segno dell’effettiva autorevolezza che blog, gruppi di lettura, forum e community online dedicati alla lettura stanno acquisendo anche fuori la rete?
Credo che già da qualche anno i blog (e i blogger) più autorevoli abbiano avuto il loro “riconoscimento” anche al di fuori del web. Del resto, ormai anche molti dei “critici militanti su carta” e degli accademici utilizzano la Rete (blog, forum, social network) senza più pregiudizi. Certo, l’abbattimento dei preconcetti nei confronti del web non significa che tutto ciò che si pubblica online vada bene (la qualità prescinde dal supporto). Ma questa è un’altra storia…