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Tra Gasthof e satanismo, è il mondo di Strukul

Testata: Il Trentino e L'Alto Adige
Data: 4 aprile 2013

«L'Alto Adige è uno stato dell'anima, ancor prima che un luogo. Ma dietro questa calma apparente si nasconde un mondo duro e crudele. Fatto di lavoro che spezza la schiena, di tradizioni da preservare, ma anche dei fiumi di alcol che scorrono dentro i Gasthof la sera, di razzismo pronto ad esplodere, di masse di denaro che fluiscono nelle tasche dei residenti grazie agli affitti estivi e ai proventi della stagione invernale. La Provincia a statuto speciale foraggia gli altoatesini, incentiva gli albergatori e prospera grazie al turismo ». Non è la citazione di un saggio,ma il passaggio di un romanzo violento, irriducibile, senza scampo. Dove c'è tanto Alto Adige: quello da cartolina e quello delle bande heavy metal. Su tutti i Nibelungenkrieg che dopo i concerti tra Belluno, Feltre, Bolzano e Trento trovano una vecchia malga abbandonata in un bosco e la trasformano nella sede di una comunità tutta pelle, borchie e simboli nordici, in un crescendo parossistico di violenza e sopraffazione dove le donne sono sottomesse, piegate ed umiliate. E dove persino l'hockey su ghiaccio diventa tortura - una ragazza gettata sulla pista e colpita al volto con terrificanti centri del dischetto scagliato dai bastoni dei torturatori - che lascia senza fiato. Sì, non è roba per esteti o puristi "Regina nera", la seconda avventura di Mila, la vendicatrice partorita dalla mente splatter di Matteo Strukul, padovano, definito da Massimo Carlotto il re del pulp italiano. Il romanzo non a caso esce nella collezione Sabot/age curata proprio da Carlotto. E/o l'editore, 204 le pagine, 16 euro il prezzo, di Fulvio Ervas la prefazione ("a Mila, perché,unpo', ci vendichi"). Certo, l'autore ci precede: sa bene che quel nome, in Alto Adige, può ricordare dettagli alimentari, ma qui è sangue che scorre, non yogurt, siatene avvertiti. La trama è già minacciosa: "Un bosco sperduto del Trentino Alto Adige. Una bianca distesa di neve. Una donna torturata e uccisa a cui hanno cavato gli occhi. Mila Zago, cacciatrice di taglie per la BHEG, l'agenzia segreta per la sicurezza europea, viene incaricata di catturare l'autore del massacro. Ma procedendo nell'indagine, Mila scopre che la storia della donna uccisa s'intreccia con quella di Laura Giozzet, la prima candidata premier italiana: una donn ache rappresenta una novità talmente sconvolgente per il sistema politico del Paese che qualcuno ha deciso di chiuderle la bocca a colpi di pistola, riducendola in fin di vita. In questo nuovo capitolo della sua Ballata, Mila si scontrerà con sette sataniche, politici corrotti e contro le più spietate e allucinanti sopraffazioni degli uomini". Le sette sataniche hanno casa, guardacaso, in Alto Adige. Ascoltano viking metal, sproloquiano di Nibelunghi, del dio Wotan e di Thor e diventano inconsapevoli complici delle trame di chi - in questo il noir di Strukul è anche sociale, capace di estremizzare con rabbia, attingendo se serve ad un po' di sana autoironia - cerca di impedire qualsiasi cambiamento. C'è molto fumetto nella pagine di Strukul e tutto lascia supporre che la sua Mila potrebbe approdare anche al cinema. Aiuta in questo la caratterizzazione che l'autore ha voluto imprimerle: capelli rossi, la katana, i pugnali brillanti, dentro una estetica della violenza - la scena delle dita tagliate, una ad una, con paziente metodo, è di quelle che non si scordano - che rimanda a Sergio Leone e ancor più a John Woo. E vi contribuisce certo lo stile del ragazzone padovano che divide il suo tempo tra il Veneto e Berlino e si affida ad una scrittura secca, tesa, quasi minimale. Le frasinonpiù lunghe di dieci parole sono a raffica. E il sangue che scorre copioso assegna un altro colore alla neve degli (ex) immacolati paesaggi dolomitici. Sconsigliato ai deboli di stomaco.