Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Mila, regina del 'pop sturm und drang'

Autore: Valentina Scuccimarra
Testata: Viveur.it
Data: 4 aprile 2013

Viveur intervista Matteo Strukul creatore dell'eroina sanguinaria Mila Zago, che ritorna nell’atteso libro Regina Nera. La giustizia  di Mila, secondo capitolo di una saga che sta varcando con successo i confini nazionali.

Nell’Olimpo delle eroine spietate, vendicative e coraggiose,  che è  sempre più affollato da moderne “dee guerriere” pronte a farsi  giustizia da sole con quella grazia fredda e precisa di chi vive senza domani, c’è una nuova cittadina onoraria: Mila Zago aka Red Dread.
La bounty hunter veneta, armata di katana e una disinvoltura sexy è, infatti, entrata a pieno titolo tra le protagoniste di quell' immaginario femmineo forgiato con fuoco, sangue e metallo  da cinema, letteratura, fumetti e  videogames di cui sono sacre icone  Elektra, The Bride, Nikita, Lisbeth Salander, Lara Croft o Domino Harvey, modelli ispiratori di nuove generazioni  di creativi e oggetto del desiderio di consumatori di miti e leggende del nuovo millennio.
Partorita dalla truculenta mente poetica (e femminista) di  Matteo Strukul,  scrittore padovano che ha presentato la killer dai rossi dreadlocks nella La ballata di Mila ( 2011 Sabot/Age ), Mila è ora  tornata, per la stessa casa editrice  nel sequel Regina Nera – La giustizia di Mila, una saga ormai lanciata alla  conquista anche dei mercati più ambiti, come  USA, Australia e  Sudafrica.
Un’anomalia editoriale incoraggiante, sicuramente merito di un genio creativo di grande respiro e audacia, dato che Matteo Strukul è riuscito a rendere credibile e universale un’eroina che si muove da killer professionista nelle lande padane in un  genere, come il pulp noir, che parla quasi esclusivamente in lingua inglese. E non è certo finita qui, visto che  Strukul è anche sceneggiatore del fumetto Red Dread (Lateral Publish 2012), basato sulle avventure della sua carismatica eroina disegnata da Alessandro Vitti e vincitore del Premio Leone di Narnia 2012 come miglior fumetto seriale italiano.
In occasione della presentazione del secondo capitolo della saga di Mila, presso la libreria StileLibero venerdì 5 aprile, Viveur ha scambiato due chiacchiere con Matteo Strukul, che ricordiamo anche  ideatore e fondatore di Sugarpulp - movimento letterario veneto che ha avuto la benedizione di Joe R. Lansdale e Victor Gischler - oltre che giornalista e dottore di ricerca in Diritto europeo dei contratti.


VIVEUR: Mila Zago, abbandonata dalla madre, violentata da una banda di criminali che le ha massacrato il padre, viene allevata dal nonno sull’altopiano dei Sette Comuni secondo i codici di un’educazione marziale, che la trasformano in una killer vendicativa e in una cacciatrice di taglie per l’organizzazione segreta BHEG. I modelli ispiratori che hanno dato forma a questa passione per un “femmineo guerriero” è rintracciabile in maniera precisa? E’ nata dall'osservazione di modelli reali o è stato l'immaginario fumettistico e letterario?
 
MATTEO STRUKUL Per la verità è stato il frutto di una riflessione. Come lettore compulsivo trovavo che, specie nel genere, la narrativa italiana avesse relegato le donne in ruoli da comprimari. Nel noir e nel thriller - per la verità non solo nei romanzi italiani - ad esempio  la donna è molto stereotipata - ed ero stanco di vedere solo donne che incarnavano il cliché della “femme fatale” oppure dell'investigatrice stanca, divorziata sfigata, con i figli a carico, oppure dell'anatomopatologa. In questo senso le letture della Elektra di Miller, della trilogia Millennium, o la visione di film come Nikitas e Kill Bill avevano aperto porte pazzesche. E poi, se ci pensi, già Tasso con Clorinda nella Gerusalemme Liberata si era svegliato… quindi il problema è proprio della nostra letteratura machista.
In sintesi, direi che da un lato mi sono convinto che nella narrativa italiana un personaggio così non ci fosse e dall'altro le molte influenze legate alla lettura di autori stranieri e al mondo del fumetto, del cinema e del videogame (penso a Lara Croft o a Bloodrayne)  mi hanno portato a creare una Medusa Moderna,  una Crimilde Vendicatrice,  una Valchiria Veneta.
V. Un’eroina che vive intense avventure da assoluta protagonista…
 
M. S. Si, nella Regina Nera ho innestato l'Action a go go. Ho pensato a film come Machete, Once Upon a time in Mexico, Kill Bill, Resident Evil, Colombiana. Tutto l'exploitation e il c.d. Pulp Fiction. E poi, soprattutto, nel nuovo libro atmosfere fra il gotico tedesco di Hoffman e il cinema di Rob Zombie,  in un patchwork delirante.
 
V. Hai avuto modo di valutare se la percentuale di lettrici è superiore o inferiore a quella maschile...cioè pensi che il modello femminile che propone Mila è comunque riuscito a conquistare un nuovo pubblico di ragazze e donne?
 
M.S. Io credo di sì. C’è riuscito a tal punto che alcune cose nel nuovo romanzo le ho inserite perché me le hanno suggerito le lettrici: da un paio di colpi di scena al gattino nero. Io adoro fare presentazioni, ne faccio molte per ogni libro,  così posso confrontarmi con il pubblico, parlare con i lettori, catturare idee e suggestioni e così un po' il libro lo scriviamo insieme. Non a caso nei ringraziamenti ringrazio Marianna Bonelli e Valentina Caruso.
Poi non saprei  dirti  se ci sono più lettori o lettrici dei libri di Mila, però posso dirti che spero molto nelle lettrici perché Mila propone un modello nuovo diverso, aggressivo senza per questo rinunciare a fragilità e contraddizioni. Ieri sera Paola Ferrari, la giornalista, parlava alle Invasioni barbariche di quanto sarebbe importante avere figure femminili di riferimento e forti nella politica italiana…Regina Nera suggerisce proprio questa ipotesi.
E riguardo alle lettrici, io spero nel passaparola e nel fatto che Mila è diventata una serie e che ora verrà tradotta anche in Usa Uk Australia Nuova Zelanda Canada e Sudafrica e credo che molte ragazze e donne anche giovani (poi si dice che i giovani non leggono ma è una cazzata) scoprano questo personaggio. Basta pensare alle protagoniste dei romanzi di Licia Troisi  o a Hunger Games. Le protagoniste sono donne e, certo i romanzi sono fantasy, ma MIla vive la realtà lambendo un mondo talmente estremo da essere surreale ma è comunque il mondo id oggi e della nostra Italia. Ecco in questo senso spero che Mila diventi l'eroina preferita delle lettrici italiane.
 
V. Il sentire femminile attualmente sembra come pervaso da una nuova,  crescente e diffusa urgenza di “evoluzione”, una sorta di dovere di "ricerca esistenziale" che rende meno temibile  il cambiamento e, anzi, stimola una certa voglia di rivoluzione... Dal primo capitolo della saga qualcosa si è trasformato anche nella personalità di Mila?
 
M. S. Si sono d'accordo con questa considerazione. Credo che dipenda dalla capacità delle donne di saper ascoltare, ma anche dalla loro maggior integrità. Le donne mi sembrano meno corruttibili degli uomini molto meno. Mila è cambiata, ha molti più dubbi incertezze. Vive un incubo personale costante per non riuscire ad elaborare un lutto e si ritrova ad essere una specie di giustiziera perché qualcuno l'ha fatta così. Lei stessa dice di essere MERCE AVARIATA. L'hanno "fatta" i quattro uomini che l'hanno stuprata e, quindi, c'è il grande dramma di essere in un modo perché qualcosa si è spezzato e non tornerà più indietro . In questo senso, Mila  è un'eroina profondamente tragica, però è anche una che, divenuta macchina da guerra, coltiva un'integrità legata a un codice marziale e alla volontà di difendere i deboli a rischio della propria vita. Questa "pulizia" di sentimenti mi pare molto femminile, questa integrità anche,  poi è chiaro che tutto questo passa attraverso un processo doloroso di dubbio, di lucida follia, di equilibrio precario. E tutto questo esce molto di più nel secondo romanzo.
Ora, nel terzo che sto scrivendo, oltre a difendere un bimbo Mila si troverà ad affrontare il più temibile dei suoi nemici, una specie di sentimento d'amore per un uomo. Non so come andrà a finire, forse tragicamente forse no….staremo a vedere
Resta il fatto che prima o poi Mila dovrà affrontare l'idea dell'amore e se sarà così sarà in qualche modo un sentimento puro e da “sturm und drang” com'è lei …perchè Mila è Pop Sturm und drang…