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Il killer delle maratone: l'ultima fatica del commissario Igor Attila è in libreria

Autore: Giulia Noera
Testata: Inchiesta Sicilia
Data: 4 aprile 2013

In attesa di incontrare Paolo Foschi a Palermo per la presentazione dei suoi romanzi, impariamo a conoscerlo un pò.

Non è mai facile intervistare un ‘collega’, sopratutto quando si cimenta in qualcosa di differente dalla sua quotidianità di approntatore di ‘notizie’ e diventa un inventore di storie. Ma io, Paolo Foschi, ho la fortuna di conoscerlo personalmente: quindi questa intervista un pò la inventerò e un pò prenderò spunto da quello che già ho letto in tante altre recensioni dei suoi primi tre romanzi. D’altro canto, se tutti dicono che è così bravo come scrittore, un fondo di verità ci sarà, non credete?
E in attesa di incontrarlo di persona cominciamo raccontando un pò della sua biografia personale: Paolo Foschi è un giornalista di cronaca del Corriere della Sera, grande appassionato di nuoto  e nuotatore master con il Flaminio Sporting Club di Roma (e da qui la nostra amicizia!), felicemente sposato con Maria Teresa, collega anche lei, e padre felicissimo di Viola, che presto avrà…una compagnia! In realtà il giovane Foschi, si diploma all’ISEF, ha una passione sfrenata per la musica e tutto questo lo ritroviamo nel suo romanzo d’esordio, “Delitto alle Olimpiadi”, uscito la scorsa estate a ridosso della kermesse londinese.
Protagonista del suo romanzo è Igor Attila, commissario al comando della sezione ‘crimini sportivi’. A seguire sono usciti “Il castigo di Attila” e poche settimane fa l’ultima fatica del giornalista/scrittore/nuotatore, ‘Il killer delle maratone’. Ma andiamo con ordine, in questa ‘fantaintervista’
Come è nata l’idea di una serie di gialli ambientati nel mondo dello sport?
Ho sempre frequentato l’ambiente sportivo, prima come atleta da ragazzino, poi mi sono diplomato all’ISEF e ho cominciato ad intraprendere il percorso di giornalista sportivo. Ho abbandonato lo sport per dedicarmi ad altri settori come la politica e l’economia, ma mi è rimasta questa grande passione. Così ho deciso di scrivere questi libri per raccontare lo sport, ma anche per avere il pretesto di parlare di fatti di cronaca, di politica e di attualità.
Un primo romanzo Delitto alle Olimpiadi (ed. E/O) che è stato un successo; poi Il castigo di Attila e adesso Il killer. Dai, raccontaci chi è Igor Attila…
Be’, Igor è un personaggio certamente fuori dagli schemi: commissario al comando della Sezione crimini sportivi della questura di Roma, discendente dell’ultimo zar di Russia, un ex pugile medaglia d’argento a Seul nel 1988 che vive un po’ sospeso tra la frustrazione per il mancato oro, perso in circostanze poco chiare di frode sportiva e le speranze legate alla sua travagliata storia d’amore con Titta. Il commissario Attila guida una squadra di ex atleti che a un certo punto della loro vita, chi per sfortuna chi per incapacità,  chi per arroganza, sono costretti ad abbandonare la carriera sportiva per ripiegare sul posto fisso assicurato dalla Polizia di Stato.
Cosa hai messo dentro questi romanzi e qual’è secondo te il segreto di questo successo?
Certamente la personalità del protagonista: lui è un eroe-antieroe, ironico e profondo, malinconico al punto giusto e talvolta asservito ad una giustizia non del tutto ‘legale’, ma indubbiamente giusta e condivisibile. La sua vita ruota intorno a due cose principali: il suo lavoro e la storia tormentata con Titta, il suo amore: anche questo, direi, un colpo di scena che non voglio rivelare.
Dentro ho messo tanta della mia passione per la musica e per lo sport: quando Igor è triste o arrabbiato, infatti, o imbraccia la chitarra elettrica e si lascia andare in ‘assoli’ nostalgici, oppure da ex puglile professionista qual’è, prende di mira il sacco e si sfoga così.
Continuerai con la saga di Igor Attila? E magari, prima o poi, riusciamo anche a farla diventare una fiction TV come il più famoso Commissario Montalbano?
Continuerò, non c’è dubbio: Igor ha ancora tanti casi da risolvere insieme alla sezione Crimini Sportivi. Per quanto riguarda la fiction TV non voglio dire nulla, ma ci sono in serbo delle sorprese.
P.S. L’ultima risposta l’ho data io, personalmente. Ma è l’augurio che faccio di cuore al mio amico Paolo Foschi