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La Sicilia dell'Etna è storia e natura

Autore: Beatrice Pagan
Testata: Oggi Viaggi
Data: 8 aprile 2013

Lo scrittore catanese Massimo Maugeri viaggia poco, ma ha un legame molto forte con la sua terra d’origine. Il suo ultimo romanzo, Trinacria Park (Edizioni e/o), è ambientato su un’isola immaginaria di fronte all’Etna, Montelava, depredata e rovinata dall’edilizia selvaggia e dall’industria siderurgica, su cui viene costruito un enorme parco tematico chiamato Trinacria Park e dove vengono ritrovati dei frammenti di un poema greco sulle vicende delle tre Gorgoni. Maugeri racchiude tra le pagine temi forti, come menzogne, corruzione e marketing esasperato, utilizzando anche riferimenti mitologici e sentimenti di amore e odio che si intrecciano tra loro, come piante rampicanti. Lo scrittore si è ispirato anche ai luoghi che più ama per dare vita alla sua storia e invita a riscoprire la Sicilia, sopratutto l’area dell’Etna: una regione che offre molti spunti di interesse a ogni tipologia di viaggiatore, come racconta a OggiViaggi.

DOMANDA. Sicilia, dunque?
RISPOSTA. È il luogo che amo di più. Non mi sono mai spostato molto volontariamente. Sono profondamente radicato nella mia terra e voglio restare qui per contribuire in qualche modo. Amo la mia regione, nonostante i tanti paradossi e contraddizioni che la contraddistinguono.
D. Che immagine le viene in mente pensando alla sua regione?
R. Sicuramente il mare, che bagna l’isola e la circonda, le palme che si piegano al vento, la bellezza dell’Etna e del suo vulcano sempre in attività.
D. Che attrattive pensa possa offrire?
R. Nel libro lascio molto spazio ai contrasti e allo sfruttamento della bellezza non realizzato in maniera lecita. Ma il romanzo è solo un monito perché la Sicilia ha un’offerta molto ampia rivolta a un visitatore estraneo a queste splendide zone. Penso ad esempio ai luoghi etnei che sono molto variegati: si passa dalle spiagge alla scogliera, e poco dopo alla montagna.
D. Cosa li rende unici?
R. Sono luoghi bellissimi in tutte le stagioni. In primavera ed estate sono fantastici, ma d’inverno si può persino sciare.
D. C’è una zona in particolare, magari, poco conosciuta, che dovrebbe essere riscoperta?
R. La Sicilia merita di essere visitata nella sua interezza perché è molto ricca. Ci sono tanti angoli da riscoprire: dalle isole Eolie ai tanti luoghi dell’entroterra, senza dimenticare le campagne, o città come Ragusa, Siracusa…un aspetto molto interessante sono gli elementi barocchi, come il Duomo di Catania, che si possono ritrovare nella zona dell’Etna.
D. C’è una tradizione locale da non perdere?
R. Le feste tradizionali sono sempre momenti molto particolari. Celebrano i vari santi e patroni, e ognuna ha delle caratteristiche affascinanti. A Catania, ad esempio, la festa di Sant’Agata è, ormai, conosciuta in tutto il mondo e attira viaggiatori internazionali. E’ molto particolare e si distingue per il suo rito di origine ancestrale. Dura per tre giorni ed è un appuntamento molto suggestivo.
D. Culturalmente cosa contraddistingue Catania e, più in generale, la Sicilia?
R. Le isole del Mediterraneo sono un crogiolo di tradizioni e cultura. La Sicilia potrebbe essere davvero un luogo esemplare, un crocevia da far fruttare all’interno di un contesto multiculturale. Un posto dove celebrare la pace e l’unificazione tra popoli e culture.


Catania, Italia. Un momento della processione alla festa di Sant’Agata.
D. In che elementi si rispecchia questa commistione di culture?
R. Dal punto di vista architettonico l’influenza delle varie culture si nota moltissimo. Penso, sopratutto, alle influenze greche con lo splendido Teatro Greco di Siracusa, o i Giardini di Naxos. In Sicilia, però, è bello riscoprire anche gli elementi arabi e spagnoli. E’ una zona in cui si sono avvicendate diverse dominazioni e questo aspetto si rispecchia nei luoghi.
D. C’è una caratteristica unica che contraddistingue strade e palazzi?
R. Catania, essendo ai piedi del vulcano, presenta molti elementi in pietra lavica che è stata usata in molti modi. C’è quasi un’unione tra natura e uomo anche in questi dettagli.
D. Quali problemi potrebbe avere un viaggiatore alla sua prima esperienza in Sicilia?
R. Nessuno dal punto di vista della gente: la popolazione è molto aperta e arricchisce molto dal punto di vista umano. Magari dal punto di vista dei trasporti un viaggiatore potrebbe trovare qualche difficoltà: la rete ferroviaria interna è quasi inesistente ed è più facile e pratico muoversi su strada.
D. Consiglierebbe degli itinerari particolari?
R. Si possono conoscere molti luoghi poco conosciuti affidandosi alle guide turistiche, ma consiglierei di crearsi dei percorsi alternativi personalizzati grazie a internet dove è possibile trovare molte informazioni. Più che soffermarsi in un luogo preciso, è più indicato spostarsi: permette meglio di apprezzare la peculiarità culturale e artistica dei luoghi.
D. Dal punto di vista gastronomico c’è qualche piatto locale da non perdere? Si nota anche in questo caso l’unione di più culture?
R. Anche in Sicilia ci sono tantissimi ristoranti che offrono la cucina di paesi lontani, ma la cucina tradizionale siciliana è famosissima in tutto il mondo. Suggerire qualche piatto è molto riduttivo: nel mio romanzo ho dedicato alle ricette e ai cibi lunghe pagine in cui viene descritto un buffet e cito le tante prelibatezze che si possono gustare sull’isola: arancini, caciu all’argintera, guastedde, pomodori ripieni, cavatieddi, paste, zuppe, piatti di pesce o carne, i tanti dolci… C’è tantissimo da assaggiare e per tutti i gusti.
D. Cosa pensa rimanga a un viaggiatore al suo ritorno da un percorso trascorso in Sicilia?
R. In letteratura si parla molto della nostalgia che nasce a chi si allontana dalla Sicilia, penso ad esempio a quanto ha scritto Goethe. E’ un sentimento diffuso. Penso che i siciliani, invece, non lascino mai del tutto l’isola anche se si allontanano. E’ una distanza fisica, ma emotivamente non lasciano la loro terra; anche se la criticano provano un grande senso di appartenenza.
D. Prova anche lei queste sensazioni?
R. Mi allontano molto raramente e mai per tanto tempo. Non percepisco, ad esempio, l’”effetto isola” di cui parlo nel romanzo che descrive i sentimenti contrastanti che si possono provare nei confronti della Sicilia. Io sento molto questo senso di appartenenza alla mia terra, attribuisco molto importanza alle radici.
D. C’è un tipo di viaggiatore a cui consiglierebbe in particolare la sua regione?
R. La Sicilia è veramente adatta a tutti. Possiede talmente tante caratteristiche diverse che permette di rispondere alle diverse esigenze dei viaggiatori, paesaggisticamente e culturalmente. Si passa dalle zone più attive e movimentate alla tranquillità, pace e silenzio dell’entroterra. Il Parco delle Madonie e quello dell’Etna sono dei luoghi tranquillissimi e dalla bellezza unica. Ma non si può non pensare poi alla costa che è ricchissima di attrattive e al mare, o ai paesaggi montani. Ormai zone come Taormina sono tra le mete preferite dai viaggiatori, ma ognuno può veramente trovare il proprio luogo del cuore.


Sicilia, Italia. La lava scioglie la neve sull’Etna.
D. C’è un’opera artistica, magari letteraria, che pensa possa trasmettere nel migliore dei modi l’essenza di Catania e della Sicilia?
R. La terra siciliana è ricca di cultura e non si può non pensare a Verga, Pirandello, Sciascia…Se dovessi pensare a una sola opera che racconti bene l’essenza della Sicilia sarei veramente in difficoltà. Un consiglio per chi è alla ricerca di qualcosa di non molto conosciuto potrebbe essere il romanzo Il giudizio della sera di Sebastiano Addamo, che parla della Catania del dopoguerra.