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Una nuova brezza sopra il cielo di Montecitorio

Autore: Furio Colombo
Testata: Il Fatto Quotidiano
Data: 8 aprile 2013

È una strana operazione, forse inedita in letteratura, quella che compie la giovane scrittrice Alessandra Fiori, una sorta di salto impossibile non dalla realtà alla finzione, ma, in un certo senso al contrario: muove dal progetto di una fiction sul potere e su come forma e trasforma una vita, e diventa una realtà dettagliatamente conosciuta di persone vere e vicine. Dunque è una fiction ormai segnata di vero, anzi è il solo modo di osservare da dentro ciò che è realmente avvenuto. L'espediente, che richiede un raffinato mestiere di pensare, di scrivere, di manovrare pensieri e sentimenti, è trasformare in ologrammi i personaggi (il padre) che segui, ogni volta rivelando una parte di verità, restando lontano da esaltazioni e da caricature. Sto parlando di una operazione impossibile, stranamente, incomprensibilmente riuscita. Dunque il tempo e il luogo, sono questo tempo e questo luogo. Vi basti il fatto che ho fatto in tempo a sedere, a Montecitorio, in una legislatura di cui il protagonista del libro (correggo: la persona vera da cui è tratto con grande bravura l'ologramma che ci guida nella politica italiana in questo libro) era presente, attivo e con un ruolo non secondario. L'esperimento tentato, e in gran parte riuscito, nel libro in questione è complesso e merita attenzione. Sto parlando de Il cielo è dei potenti di Alessandra Fiori, edizioni e/o. Cominciamo dall'autrice. A poco più di trent'anni questo è il suo secondo romanzo e prende, l'ho detto, lo spunto dal padre. Il padre è stato un politico noto, e poiché nessuno usa nomi a chiave, poiché stiamo per iniziare un percorso a zig zag, con molti cambiamenti e molte trappole, nel dentro della politica italiana, dovete domandarvi se e quanto c'entri Publio Fiori, padre di Alessandra, in questa storia. C'entra, dato il nome della scrittrice. Ma Alessandra Fiori è vera scrittrice, è non è il tipo da pescare nei sentimenti. Li scrive. Ovvero, dato il gene, inventa la creatura e il suo diventa uno straordinario laboratorio in cui tutto è vero. Come è vero un romanzo. Avrete notato che ho quasi sorvolato sul rapporto padre-figlia. È come sorvolare sul chirurgo che opera la persona più cara. Non si può, non si deve fare. Alessandra Fiori sfida questo tabù e ci riesce in pieno. Claudio Bucci, l'ologramma, non è Publio Fiori con cui sedevo in aula per anni. Ma la Alessandra Fiori non avrebbe potuto scrivere Il Cielo è dei potenti senza rivivere il padre in prima persona, fino ai tic, alle stranezze, ai gesti, ai pensieri, al prima di una vita che lei non aveva conosciuto, al dopo che le consente uno sguardo nitido che non ha molti precedenti in letteratura. Qualcosa è accaduto in questo libro della figlia che inventa il padre con intensità iper-realista. Qualcosa è accaduto in questa scrittura che crea vite e le cambia rifacendole quasi uguali però del tutto autonome, con una somiglianza da Interpol, del tutto credibili e del tutto inventate. È un fatto nuovo che va esaminato con cura.