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Trinacria Park

Autore: Patrizia Debicke
Testata: MilanoNera
Data: 10 aprile 2013

Scenario e quasi protagonista principale, Montelava, ex isola di terza classe, poco più che uno scoglio a venti chilometri dal litorale catanese, quasi la caricatura della Sicilia isola madre, mortificata da orrende costruzioni abusive, volente o nolente è stata trasformata, con l’avvallo della Regione Sicilia in Trinacria Park, l’enorme parco tematico destinato a diventare il più importante e redditizio d’Europa e che mira a detronizzare l’Eurodisney di Parigi… La faraonica inaugurazione ufficiale sponsorizzata dalla società americana finanziatrice del colossale investimento è preceduta da interviste di politici e proiezioni in diretta. Si prevedono fiction televisive per ricostruire i principali avvenimenti storici siciliani… Viene suonata la grancassa sulla scelta del nome Trinacria = tre terre, tre promontori, dovuta al ritrovamento tre anni prima, durante alcuni scavi archeologici a Montelava, di un antico papiro con i frammenti di un poema sulle Gorgoni che citava i tre promontori dell’isola. Le tre Gorgoni che saranno l’emblema del Trinacria Park: Steno la forte, Euriale la spaziosa e Medusa la distruttrice. I comunicati stampa annunciano a gran voce che: “lo splendido Trinacria Resort sarà dotato di cinque grandi alberghi per un totale di seimila posti letto, con sale congresso, negozi, ristoranti e piscine. Sarà possibile usufruire di campi di calcio e di campi da tennis. Poi ci saranno uno stadio da diecimila posti, parchi acquatici, campi da golf e un Trinacria Village: una sorta di Little Sicily, una zona del parco dove saranno riprodotte le principali piazze e i più importanti monumenti e tesori naturali siciliani, con l’Etna in miniatura che erutta nuvole di fumo. Senza dimenticare un aeroporto per i voli privati e una grande darsena in grado di ospitare yacht…” Ma qualche nuvola scura offusca l’orizzonte del grande progetto: ci sono state minacce di terroristi islamici, accese proteste dei gruppi rivoluzionari indipendentisti e dei no global siciliani. Nella narrazione, in veste di protagonisti e comprimari, entrano in scena in ordine di entrata: Gregorio Monti, anziano attore di teatro, il direttore artistico detto il Vittorio Gassman del sud, Monica Green, la bella produttrice cinematografica e televisiva americana che le maestranze hanno soprannominato Euriala, la spaziosa, Marina Marconi, la giovane giornalista in carriera soprannominata Steno, la forte, Manuel Vetri, l’attore balbuziente e frustrato con una spaventosa tragedia familiare alle spalle, Angela Melis, la bruna, polposa e tenebrosa attricetta siciliana, il giovane vice regista Mauro de Andrea con agghiaccianti manie. Destini che si sono incrociati e s’incroceranno tragicamente. Trinacria Park si apre con un’inaugurazione hollywoodiana, la presenza di una folla d’invitati vip e un sontuoso buffet siciliano che mi ha incollato alle pagine con l’acquolina in bocca, ma… è foriera del dilagare improvviso di una spaventosa e incontenibile epidemia di colera che falcia rapidamente il presidente delle Regione Sicilia, un famosissimo regista americano, un’attrice italiana, uno dei massimi calciatori della nazionale, ecc. ecc. insomma una gran parte degli ospiti. Troppi! Attacco terroristico? No, ben altri intenti. L’intrigo, il thriller ci sopravanza a grandi passi. Niente sarà come pare. Con un tocco da maestro Maugeri stravolge le apparenze. Medusa, la terribile Gorgone è pronta, in agguato e, con l’isola imprigionata nella quarantena, l’esplosione di un apocalittico uragano accompagnerà l’incalzare del dramma che volge alla fine.