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Matteo Strukul - Regina Nera

Autore: Elena Spadiliero
Testata: La Bottega di Hamlin
Data: 29 aprile 2013

Ve la ricordate Mila Zago de La ballata di Mila, primo volume uscito nella collana "Sabot/age" di Massimo Carlotto e Colomba Rossi? Ecco, Mila è di nuovo protagonista in Regina nera, in libreria dallo scorso marzo. Definito «il Tarantino veneto», il bravo Matteo Strukul torna a intrattenere il suo pubblico con il suo profondo e complesso personaggio, una delle eroine femminili più in voga nella carta stampata negli ultimi tempi. E il pubblico torna pure in quel Nordest italiano livido e oscuro che, per le atmosfere desolate e cupe, ricorda un po' quei paesaggi nebbiosi della pianura Padana. Invece, in Regina nera siamo in un bosco del Trentino Alto Adige, dove viene rinvenuto il cadavere di una donna, a cui sono stati cavati gli occhi. Mila è incaricata di scovare il colpevole, mentre nella trama s'intrecciano storie di satanismo e gruppi rock. Trova spazio, inoltre, la politica, con la figura di Giulia Giozzet, prima candidata premier in Italia.
 
Ed è proprio alle donne che è, indirettamente, dedicato questo libro, non solo perché la protagonista è una donna chiamata a difendere i diritti violati di altre donne, ma anche perché il romanzo si apre proprio con una citazione tratta da «Il Venerdì di Repubblica» del 2 marzo 2012, in cui vengono riportate cifre e percentuali circa gli abusi che annualmente le donne sono costrette a subire nel nostro paese: 127 di loro uccise nel 2010, il 79% da italiani; una donna su tre, tra i sedici e i settant'anni, ha subito almeno una volta nella vita violenze da parte degli uomini; di queste, settecento mila dai propri compagni.
 
È Fulvio Ervas, l'autore del fortunato Se ti abbraccio non aver paura, a regalare la bella prefazione al libro di Strukul, definendolo uno di quegli autori veneti che non osservano il mondo dalle montagne, ma dalla pianura: uno di quegli scrittori che si ritrovano a gettare uno sguardo al triangolo industriale tra Padova, Treviso e Venezia, zona ricchissima, ma destinata a diventare – o almeno questa è la volontà di imprenditori e politici privi di scrupoli – una gigantesca mess di strade e centri commerciali. In quest'ottica, Mila non è solo la paladina del genere femminile, ma anche di tutti coloro che cercano riscatto da questa prigione di cemento: il corpo di Mila suggerisce agilità e forza, mentre tutto nel personaggio assume i connotati di una gigantesca macchina vendicatrice, pronta a prendere le difese dei più deboli e oppressi, ma anche in grado di regalare una visione diversa, più umana e - perché no? - magica di una parte d'Italia per anni, e a torto, considerata solo territorio di capannoni e fabbriche. Il Nordest è molto di più e perciò rivendica la sua bellezza, al di là delle denunce sociali e politiche che in Regina nera l'autore non rinuncia, comunque, a lanciare.