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Ricetta San Salvario: l'ironia ci salverà

Autore: Daniele Castellani Perelli
Testata: Il Venerdì / La Repubblica
Data: 17 maggio 2013

In fuga dall'Algeria della guerra civile, nel 1995 lo scrittore Amara Lakhous sceglie l'Italia, innamorato della commedia e di Fellini. A Roma arriva il successo, con Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio: premi, traduzioni all'estero, un film, e il New York Times che lo definisce la versione italiana di Tahar Ben Jelloun. Oggi Lakhous, 43 anni, cittadino italiano, si è trasferito a Torino, dove ha ambientato Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario, giallo multietnico che racconta con ironia la nuova Italia attraverso le indagini di un giornalista di origini calabresi, Enzo Laganà. Il romanzo si apre con delle lettere pubblicate da due quotidiani torinesi di fine anni '50, in cui si mostra tutto il razzismo del tempo verso gli immigrati meridionali. «La chiave è questa analogia con un passato recente, dimenticato e trasformato in tabù, in cui al Nord si scriveva "Non si affitta ai meridionali". Lì si parlava di immigrati italiani, bianchi e cattolici, mentre qui sono spesso neri e musulmani, ma la situazione è simile » spiega Lakhous. «Mi sento italiano ma non italianissimo. Questo popolo è fragile. Non riesce a fare i conti con i propri difetti, figuriamoci con l'Altro. Con gli immigrati il rapporto è ambiguo: si affidano i parenti e le chiavi di casa a colf e badanti ma non concede la cittadinanza ai loro figli nati in Italia. Per convivere, impariamo a fare domande e ascoltare le risposte, smontando i pregiudizi con l'ironia. Senza più farci condizionare da un immaginario negativo».